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IL RUOLO DELL’ARMA DEI REALI CARABINIERI NELLA VICENDA DEL “TITANIC FERROVIARIO”
condizioni esistenziali dei cittadini italiani fu dato dall’indiscriminata immissio-
ne in circolazione della moneta di occupazione degli Alleati: le «Am-lire». Come
rilevato da Roberto Ganganelli: Le Am-lire si rivelano non solo una forma di semplice
carta moneta d’occupazione, quanto una vera e propria arma inflattiva e uno strumento per
scaricare sul Paese liberato le enormi spese della liberazione .
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A ciò si aggiungeva la monopolizzazione del servizio ferroviario attuata
dagli Alleati. E così, solo nel 1944, uomini e donne di ogni età, dalle province di
Napoli e Salerno, davano letteralmente l’assalto a qualunque cosa si muovesse sui
binari in direzione Lucania e Puglia. Lo facevano quasi esclusivamente per un
unico motivo: la fame. Per sfamare le proprie famiglie, attraverso un baratto di
sussistenza, migliaia di persone erano costrette ad assaltare anche i treni merci.
Questa situazione aveva ben precisi presupposti. La linea ferroviaria
Battipaglia-Potenza-Metaponto, nel 1944, a causa delle distruzioni belliche
costituiva l’unico collegamento utilizzabile dalla zona tirrenica meridionale, in
direzione Ionio ed Adriatico. E, come tutte le linee al di sotto del fronte bellico
era gestita dal Military Railway Service degli Alleati (costituito da personale ferro-
viario statunitense militarizzato), utilizzando per l’esercizio il personale italiano.
Gli Alleati (termine italiano costituente traduzione non letterale della denomi-
nazione United Nation, viceversa utilizzata dagli angloamericani), monopolizza-
vano l’esercizio ferroviario per le proprie esigenze belliche e così i treni a dispo-
sizione per il servizio viaggiatori erano pochissimi. Contemporaneamente, nelle
popolose aree tra Napoli e Salerno la necessità di treni per il servizio passeggeri
era diventata sempre maggiore, non tanto per la ripresa postbellica delle nor-
mali attività, quanto per la scarsezza di cibo a disposizione e la conseguente
necessità di approvvigionarsi negli agri della Lucania e Puglia.
La questione era divenuta di ordine pubblico già dagli ultimi mesi del
1943, come dimostrano le segnalazioni dei Regi Carabinieri della zona e la cor-
rispondenza intercorsa tra il Ministero dell’Interno del “Regno del Sud” e i ver-
tici della Commissione Alleata di Controllo.
A generare e complicare la vicenda, quali suoi presupposti storici, si erano
dunque stratificati gli eventi bellici, politici e di status, conseguenti alla resa
incondizionata intercorsa tra Regno d’Italia e Alleati, proclamata l’8 settembre
1943. L’atmosfera operativa quotidiana tra italiani e Alleati era tutt’altro che
serena: nonostante le ottimistiche e strumentali presupposizioni dei vertici isti-
tuzionali italiani rifugiatisi dal 10 settembre 1943 prima a Brindisi e poi a
Salerno, le ferite belliche non erano state lenite da qualche mese di quella che
sarebbe davvero improprio definire collaborazione.
1 Roberto Ganganelli, «Am-lire» e «Four Freedoms». Le monete di carta, in Gnosis, n. 2/2016, p. 193.
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