Page 159 - Numero Speciale 2024
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IL RUOLO DELL’ARMA DEI REALI CARABINIERI NELLA VICENDA DEL “TITANIC FERROVIARIO”




               condizioni esistenziali dei cittadini italiani fu dato dall’indiscriminata immissio-
               ne in circolazione della moneta di occupazione degli Alleati: le «Am-lire». Come
               rilevato  da Roberto Ganganelli: Le Am-lire si rivelano non solo una forma di semplice
               carta moneta d’occupazione, quanto una vera e propria arma inflattiva e uno strumento per
               scaricare sul Paese liberato le enormi spese della liberazione .
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                    A  ciò  si  aggiungeva  la  monopolizzazione  del  servizio  ferroviario  attuata
               dagli Alleati. E così, solo nel 1944, uomini e donne di ogni età, dalle province di
               Napoli e Salerno, davano letteralmente l’assalto a qualunque cosa si muovesse sui
               binari in direzione Lucania e Puglia. Lo facevano quasi esclusivamente per un
               unico motivo: la fame. Per sfamare le proprie famiglie, attraverso un baratto di
               sussistenza, migliaia di persone erano costrette ad assaltare anche i treni merci.
                    Questa  situazione  aveva  ben  precisi  presupposti.  La  linea  ferroviaria
               Battipaglia-Potenza-Metaponto,  nel  1944,  a  causa  delle  distruzioni  belliche
               costituiva l’unico collegamento utilizzabile dalla zona tirrenica meridionale, in
               direzione Ionio ed Adriatico. E, come tutte le linee al di sotto del fronte bellico
               era gestita dal Military Railway Service degli Alleati (costituito da personale ferro-
               viario statunitense militarizzato), utilizzando per l’esercizio il personale italiano.
               Gli Alleati (termine italiano costituente traduzione non letterale della denomi-
               nazione United Nation, viceversa utilizzata dagli angloamericani), monopolizza-
               vano l’esercizio ferroviario per le proprie esigenze belliche e così i treni a dispo-
               sizione per il servizio viaggiatori erano pochissimi. Contemporaneamente, nelle
               popolose aree tra Napoli e Salerno la necessità di treni per il servizio passeggeri
               era diventata sempre maggiore, non tanto per la ripresa postbellica delle nor-
               mali attività, quanto per la scarsezza di cibo a disposizione e la conseguente
               necessità di approvvigionarsi negli agri della Lucania e Puglia.
                    La  questione  era  divenuta  di  ordine  pubblico  già  dagli  ultimi  mesi  del
               1943, come dimostrano le segnalazioni dei Regi Carabinieri della zona e la cor-
               rispondenza intercorsa tra il Ministero dell’Interno del “Regno del Sud” e i ver-
               tici della Commissione Alleata di Controllo.
                    A generare e complicare la vicenda, quali suoi presupposti storici, si erano
               dunque  stratificati  gli  eventi  bellici,  politici  e  di  status,  conseguenti  alla  resa
               incondizionata intercorsa tra Regno d’Italia e Alleati, proclamata l’8 settembre
               1943. L’atmosfera operativa quotidiana tra italiani e Alleati era tutt’altro che
               serena: nonostante le ottimistiche e strumentali presupposizioni dei vertici isti-
               tuzionali  italiani  rifugiatisi  dal  10  settembre  1943  prima  a  Brindisi  e  poi  a
               Salerno, le ferite belliche non erano state lenite da qualche mese di quella che
               sarebbe davvero improprio definire collaborazione.
               1    Roberto Ganganelli, «Am-lire» e «Four Freedoms». Le monete di carta, in Gnosis, n. 2/2016, p. 193.

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