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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Infatti gli uomini del Regno del Sud aspiravano ottimisticamente ad un
tratta mento paritetico, ignorando quanto accaduto nei precedenti tre anni;
invece agli Alleati, a parte i variegati punti di vista politici in merito al trattamen-
to da destinare agli italiani e al destino della monarchia, interessava fondamen-
talmente andare avanti nella loro lenta avanzata verticale dell’Italia, per vincere
la guerra.
In merito al trasporto ferroviario, le autorità angloamericane avevano
disposto che ogni treno dovesse viaggiare scortato anche da personale militare
ed anche che nelle principali stazioni dovesse essere disposto servizio d’ordine,
ponendo il tutto a carico delle autorità italiane. Ma per le esili strutture del
Regno del Sud in via di riorganizzazione ciò era assai problematico, anche per
le interferenze a tutti i livelli delle strutture angloamericane stesse.
In un tipico scambio e scarico di competenze e responsabilità si cercava
dunque di reprimere gli effetti, senza intervenire sulle cause (ad esempio: sulla
scarsezza di treni viaggiatori a disposizione dei cittadini italiani).
Così, il 24 febbraio 1944, Vito Reale (l’ex sottosegretario, da tredici giorni
nuovo ministro dell’Interno del Regno del Sud, in sostituzione di Umberto
Ricci, rimasto a Roma e ufficialmente “Revocato dalla carica trovandosi nell’im-
possibilità di esercitare le sue funzioni”), aveva inviato circolare alle competenti
autorità di pubblica sicurezza, ai prefetti, ad alcuni dicasteri e al sottosegretario
del Ministero delle Comunicazioni, Generale Giovanni Di Raimondo, avente ad
oggetto “Servizi di Sicurezza in ambito ferroviario”.
Il ministro, rammentando i furti di merce, l’ammassamento nelle stazioni di vere
folle”, “le scene di panico che si verificano all’arrivo di ogni treno che viene preso d’assalto da
una calca di viaggiatori che, dopo aver riempito fino all’inverosimile le carrozze, si aggrappa
all’esterno di esse pur di non rinunziare al viaggio fornendo uno spettacolo indecoroso e con-
tinua causa di disgrazie, evidenziò quale fattore essenziale nel degrado costituitosi
il mancato rimpiazzo della Milizia Ferroviaria Fascista, che aveva svolto-sino al
suo scioglimento coattivo nel novembre 1943 - attività di vigilanza negli impian-
ti e negli scali ferroviari . In effetti la gestione degli aspetti non strettamente
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operativi dell’esercizio ferroviario scontava il fresco e complesso ritorno
dell’Arma dei Carabinieri alle competenze usurpate, dal 1924, dalla Milizia
Ferroviaria. Conseguentemente il ministro dispose, confidando nello scrupolo
e nello spirito di costante abnegazione del personale: la recinzione delle grandi sta-
zioni (con vigilanza permanente da parte dei Carabinieri, o, in caso di necessità,
2 Archivio Centrale dello Stato, Pres. Cons. Ministri Salerno, b. 13/1, fasc. 13, sottofasc. 4, n.
3: Affollamento treni viaggiatori - Infrazioni al regolamento di Polizia ferroviaria e - Treno
bisettimanale Bari-Napoli.
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