Page 160 - Numero Speciale 2024
P. 160

I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Infatti gli uomini del Regno del Sud aspiravano ottimisticamente ad un
             tratta  mento  paritetico,  ignorando  quanto  accaduto  nei  precedenti  tre  anni;
             invece agli Alleati, a parte i variegati punti di vista politici in merito al trattamen-
             to da destinare agli italiani e al destino della monarchia, interessava fondamen-
             talmente andare avanti nella loro lenta avanzata verticale dell’Italia, per vincere
             la guerra.
                  In  merito  al  trasporto  ferroviario,  le  autorità  angloamericane  avevano
             disposto che ogni treno dovesse viaggiare scortato anche da personale militare
             ed anche che nelle principali stazioni dovesse essere disposto servizio d’ordine,
             ponendo il tutto a carico delle autorità italiane. Ma per le esili strutture del
             Regno del Sud in via di riorganizzazione ciò era assai problematico, anche per
             le interferenze a tutti i livelli delle strutture angloamericane stesse.
                  In un tipico scambio e scarico di competenze e responsabilità si cercava
             dunque di reprimere gli effetti, senza intervenire sulle cause (ad esempio: sulla
             scarsezza di treni viaggiatori a disposizione dei cittadini italiani).
                  Così, il 24 febbraio 1944, Vito Reale (l’ex sottosegretario, da tredici giorni
             nuovo  ministro  dell’Interno  del  Regno  del  Sud,  in  sostituzione  di  Umberto
             Ricci, rimasto a Roma e ufficialmente “Revocato dalla carica trovandosi nell’im-
             possibilità di esercitare le sue funzioni”), aveva inviato circolare alle competenti
             autorità di pubblica sicurezza, ai prefetti, ad alcuni dicasteri e al sottosegretario
             del Ministero delle Comunicazioni, Generale Giovanni Di Raimondo, avente ad
             oggetto “Servizi di Sicurezza in ambito ferroviario”.
                  Il ministro, rammentando i furti di merce, l’ammassamento nelle stazioni di vere
             folle”, “le scene di panico che si verificano all’arrivo di ogni treno che viene preso d’assalto da
             una calca di viaggiatori che, dopo aver riempito fino all’inverosimile le carrozze, si aggrappa
             all’esterno di esse pur di non rinunziare al viaggio fornendo uno spettacolo indecoroso e con-
             tinua causa di disgrazie, evidenziò quale fattore essenziale nel degrado costituitosi
             il mancato rimpiazzo della Milizia Ferroviaria Fascista, che aveva svolto-sino al
             suo scioglimento coattivo nel novembre 1943 - attività di vigilanza negli impian-
             ti e negli scali ferroviari . In effetti la gestione degli aspetti non strettamente
                                    2
             operativi  dell’esercizio  ferroviario  scontava  il  fresco  e  complesso  ritorno
             dell’Arma  dei  Carabinieri  alle  competenze  usurpate,  dal  1924,  dalla  Milizia
             Ferroviaria. Conseguentemente il ministro dispose, confidando nello scrupolo
             e nello spirito di costante abnegazione del personale: la recinzione delle grandi sta-
             zioni (con vigilanza permanente da parte dei Carabinieri, o, in caso di necessità,


             2    Archivio Centrale dello Stato, Pres. Cons. Ministri Salerno, b. 13/1, fasc. 13, sottofasc. 4, n.
                  3: Affollamento treni viaggiatori - Infrazioni al regolamento di Polizia ferroviaria e - Treno
                  bisettimanale Bari-Napoli.

             158
   155   156   157   158   159   160   161   162   163   164   165