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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  La situazione bellica e geopolitica del momento determinò gli ulteriori
             incredibili sviluppi della tragedia.
                  Le autorità angloamericane imposero la censura mediatica e riuscirono a
             condizionare persino l’indagine penale. Così il Procuratore del Re di Potenza,
             assai  frettolosamente,  nonostante  quanto  relazionato  nel  rapporto  dei
             Carabinieri,  dispose  l’archiviazione  dell’inchiesta  individuando,  quale  unico
             responsabile della morte di più di seicento persone, il carbone di cattiva qualità
             fornito proprio dagli Alleati.
                  Un’aberrazione giuridica, della quale persino altri magistrati del foro luca
             no ebbero a stupirsi successivamente. Se, infatti, il carbone fosse stato realmen-
             te di cattiva qualità, avrebbero doverosamente dovuto essere indagati i soggetti
             preposti alla fornitura e verifica di tale combustibile. Ciò ha prodotto un ulte-
             riore affronto alla verità, alle vittime e al dolore dei loro parenti, dato che la leg-
             genda del carbone scadente - forte di avalli così autorevoli - si è consolidata e
             ancora oggi viene prospettata, prevalentemente in buona fede.
                  Così, grazie anche ai noti meccanismi pseudo divulgativi, enfatizzati dalla
             prepotente  crescita  dei  nuovi  media  e  dalla  parallela  conseguente  decrescita
             della volontà di studiare ed analizzare con metodi scientifici, si è consolidata
             anche tale inconsistente sciocchezza.
                  Ma, indipendentemente dalla buona o mala fede di chi fece e fa propria
             tale affermazione, alla sua credibilità osta un elementare ed ineludibile profilo,
             di carattere scientifico: qualunque tipo di carbone avrebbe avvelenato i passeggeri del
             Treno 8017 nelle lunghe ore di attesa dei soccorsi.
                  Apparentemente chi ancora accredita false prospettazioni dei fatti, pare
             non aver percepito come ciò, nella migliore delle ipotesi, tenda a confondere
             l’effetto con la causa.
                  E, quanto ad un ulteriore sequenza di causa ed effetto, è importante sot-
             tolineare come in questa maniera si sia costituita per decenni una strumentale
             o quantomeno sciatta amnesia collettiva, tendente ad eludere che la causa fon-
             damentale della tragedia fu quella di aver continuato a far circolare il Treno
             8017, come se a bordo non ci fossero centinaia di persone e a disinteressarsi del
             suo destino anche quando era divenuto chiaro che fosse successo qualcosa di
             anomalo, degno di allarmare.
                  A questo elemento strutturale se ne sovrapposero altri.
                  Le responsabilità di chi, per ottusità o indifferenza, continuò a considerare
             il Treno 8017 un merci, solo per la sua classificazione dei suoi carri, ignorandone
             l’effettivo “carico”, fu categoricamente affermata nella relazione allegata al ver-
             bale del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 1944, nella quale si preannunziarono

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