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IL RUOLO DELL’ARMA DEI REALI CARABINIERI NELLA VICENDA DEL “TITANIC FERROVIARIO”
severe punizioni e procedimenti disciplinari a carico dei Capi Stazione di Battipaglia,
Balvano e Bella Muro… indipendentemente dall’eventuale responsabilità penale .
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Nulla di ciò avvenne, nonostante la palese e riconosciuta violazione di
tutta una serie di prescrizioni regolamentari, vieppiù fondamentali e doverose
in una tortuosa linea di montagna, per di più ricca di gallerie, come la
Battipaglia-Potenza. E in tale unica comunicazione istituzionale ufficiale, oltre
ad accreditarsi ricostruzioni infondate e contraddittorie, le vittime del Treno
8017 vennero definite quali viaggiatori di frodo e per lo più contrabbandieri .
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Nessuna delle due definizioni era fondata e la smentita emerge non solo
dagli atti dell’inchiesta, ma anche dal successivo atteggiamento delle istituzioni
(forse dettato anche da timori di carattere legale). Infatti, dai verbali d’interro-
gatorio contenuti nella relazione della commissione Alleata, emerge che, a
seguito di una disposizione speciale dell’ente ferroviario, anche ai passeggeri
che assaltavano i treni merci veniva richiesto il pagamento di biglietto e,
soprattutto, che anche gli sfortunati passeggeri del Treno 8017 ne fossero in
possesso. Questo particolare aspetto aiuta a comprendere le ragioni in virtù
delle quali il contenzioso giudiziario si concluse favorevolmente per i parenti
delle vittime, anche se attraverso una soluzione di compromesso, orchestrata
dalle istituzioni.
5. La verità vincerebbe, se interessasse…
Le somme corrisposte (ai soli parenti delle vittime che si erano attivati giu-
dizialmente) non avrebbero potuto certo indennizzare coniugi e figli di con-
trabbandieri e viaggiatori di frodo: e da ciò si arguisce che, anche a livello isti-
tuzionale, fosse maturato il convincimento - quantomeno a livello tacito - che
le vittime del Treno 8017 non avessero tale squalificante status.
La totale soggezione di una nazione vinta, firmataria pochi mesi prima di
una resa incondizionata, generò anche l’intervento censorio degli Alleati, come
confermato in un articolo pubblicato dal Times nel 1951, nel quale venne
ammesso che il Governo alleato si sforzò di occultare l’incidente per evitare l’effetto depri-
mente sul morale degli italiani .
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3 Verbali del Consiglio dei Ministri, luglio 1943-maggio 1948, Roma, Presidenza del Consiglio
dei Ministri - Dipartimento per l’informazione e l’editoria, 1994, vol. I, pp. 255-262.
4 Ibidem.
5 Il commissario provinciale del governo militare alleato, maggiore Nichols, nella sua relazione
in data 5 marzo 1944, trasse dalla tragedia uno spunto per proposta alternativa: rilevato che
l’incidente avesse dimostrato l’impossibilità di gestire l’assalto ai treni merci, suggerì di dare
ampia pubblicità al disastro, per dissuadere le popolazioni dell’Italia meridionale dall’assaltare
i treni. Evidentemente la sua proposta non fu condivisa dai vertici e venne privilegiata l’op-
zione censoria.
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