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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
non solo che, dopo lo sbarco in Sicilia e Salerno, risalgono la penisola. Dalla
foce del Garigliano, passando per Cassino, fino ad Ortona, sull’Adriatico, il
generale Kesserling organizza una delle principali linee fortificate, denominata
Gustav (o Winter Line), con l’obiettivo di ritardare l’avanzata degli alleali. Oltre
alla Gustav, i genieri germanici sfruttando l’orografia del territorio molisano,
allestiscono anche altre tre linee difensive Bernhard (da Minturno al Sangro)
Barbara (da Colli al Volturno a San Salvo) e Vitctor (dal Volturno a Termoli)
che attraversano il Molise dalle Mainarde fino all’Adriatico dove, agli inizi di
ottobre del 43, si sarebbe aperto, con lo sbarco a Termoli di circa mille uomini
dell’Ottava Armata britannica del generale Montgomery, l’altro fronte di guerra
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che avrebbe causato , nei giorni seguenti durante un aspro scontro con i tede-
schi determinati a riconquistare la città adriatica, oltre mille morti tra i quali
anche diversi civili. Grazie all’operazione Devon l’Ottava Armata avanzando poi
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da Termoli occupa cinque cittadine tra cui San Marco , Colletorto, Gambatesa e Larino,
la quale ultima domina la via di Campobasso .
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A soffrire le maggiori conseguenze della difficile situazione sul campo
sono le popolazioni sottoposte a martellanti bombardamenti sia da parte delle
forze aree della Luftwaffe sia da parte di quelle alleate della United States Army
Air Force (USAAF) che il 10 settembre 1943, con l’obiettivo di distruggere il via-
dotto Cardarelli, passaggio tra l’asse tirrenico e quello adriatico, colpiscono per
errore (il puntatore ottico Norden calcola in maniera errata l’obiettivo da distrug-
gere) Isernia provocando centinaia di morti tra coloro che festosamente saluta-
no con fazzoletti bianchi i piloti americani. Brutale e spietato è anche il tratta-
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mento riservato alle popolazioni molisane dagli ex alleati che, dopo il tradimen-
to dell’8 settembre, spinti dal desiderio di vendetta, in violazione di tutte le
norme dei trattati internazionali, esercitano il terrore con continui rastrellamen-
ti per recuperare forza lavoro ma anche rappresaglie che non escludono l’ucci-
sione di civili, anche donne, ragazze e bambini , razzie di cibo, vettovaglie e bestiame
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accompagnate da devastazioni di ogni genere. Ma in Molise, come nell’Abruzzo
meridionale e nel Lazio, a nord e a sud della linea Gustav, inizia pian piano a
maturare un atteggiamento di forte resistenza ai soldati della Wehrmacht da parte
3 È ricordata come la battaglia di Termoli.
4 San Marco La Catola (Fg).
5 Fabrizio Nocera e Antonio Salvatore (a cura di), La seconda guerra mondiale attraverso le pagine
del “Risorgimento”, Molise 1943-1944, Isernia, Volturnia Edizioni, 2021, p. 47.
6 L’ordine è quello di “agire senza scrupoli”, cfr. G. Rocca, L’Italia invasa 1943-1944, Milano,
Mondadori, 2001, p.116.
7 Lutz Klinkammer, Stragi naziste in Italia, Roma, Donzelli, 1997, p. 51. Nel Meridione e, in par-
ticolare nel Lazio, si conteranno decine di mini stragi e uccisioni di civile inermi.
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