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I CARABINIERI IN MOLISE, 1943-1944
sostiene diversi scontri a fuoco con pattuglie tedesche, aiuta i prigionieri alleati in
fuga dai campi di internamento dell’Abruzzo a superare le linee nemiche. Cattari
con il Carabiniere Mascoli mette in salvo anche la Neiman con i suoi due figli
accompagnandola, dopo aver attraversato le linee tedesche alla sinistra del
Biferno, fino a Casacalenda, comune già liberato dai canadesi, dove il colonnello
White - racconterà la donna - mi diede una referenza e Lire 5.000 . Cattari non riesce
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però a proteggere sua moglie che i tedeschi, con i fucili spianati, scacciano dalla
casa dove era stata messa al sicuro con i suoi due figli. Fatti e circostanze che lo
stesso maresciallo Cattari narra in una lettera che il 18 settembre del 1946 invia al
carissimo amico e compagno Porfirio da Ripabottoni, centro ad una cinquantina di chi-
lometri da Trivento, dove il maresciallo Cattari era stato trasferito quale coman-
dante di stazione il 14 aprile 1945 . Di seguito il testo integrale della missiva dove,
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tra l’altro elogia, sia il comportamento di Giovanni Porfirio sia di Mary Neiman.
Il motivo del mio silenzio, che in effetti di accoravo (sic!) dopo le vicende vissute assieme, è stato che
recatomi nel giugno decorso a Trivento mi dissero che eravate partito per ignoti lidi con tutta la fami-
glia. Mi interessai di sapere il vostro indirizzo, ma mi fu impossibile. La vostra lettera del 10 cor-
rente, spedita da Caserta e qui giuntami il 15 andante, mi ha colmato di gioia sapendovi sano assieme
alla vostra stimata famiglia. Non rispondo a Trivento perché ritengo che siate ritornato a Caserta. I
Carabinieri che durante l’occupazione tedesca erano alle mie dipendenze e che collaborarono con noi
erano: Mascoli Cataldo e Cuppone Giovanni. Il Mascoli mi seguì fedelmente fino a Casacalenda ove
accompagnammo la vostra prode moglie Neiman Maria ed i vostri cari figli, nonché tre prigionieri
alleati prelevati dal bosco di Trivento che allora era infestato dalla ciurma tedesca. Ricordo un parti-
colare di prodezza compiuto da vostra moglie. Allorquando il comando tedesco mi ordinò di arrestare
tutti i partigiani che si trovavano nel bosco di Trivento, compresi voi e vostra moglie, giunto nella mas-
seria di un certo Iocca Giulio, trovai la vostra Compagna di vita alla quale feci presente l’ordine che
avevo ricevuto dai tedeschi ed il pericolo che correva. Questa prode donna, messi al sicuro i propri figli,
era disposta di seguirmi a Trivento per consegnarsi ai tedeschi pur di salvare voi e gli altri partigiani.
Rimasi meravigliato dello spirito altruistico di vostra moglie e ne serbo un grato ricordo. Voi, e solo
voi foste l’artefice della resistenza opposta ai tedeschi e con voi mi accompagnai perché ne conoscevo il
vostro valore ed i vostri meriti. Tenete presente che mia moglie venne scacciata dalla casa che l’avevo
messa al sicuro dopo il mio allontanamento da Trivento, proprio alle ore 10 del 21 ottobre, ora che
coincideva col mio rientro impostomi dal comando tedesco. Ricordatemi spesso che io farò altrettanto,
ricevete infiniti saluti ed auguri da me e famiglia, estensibili alla vostra, vostro amico
Firmato Giuliano Cattari
M.llo dei Carabinieri Ripabottoni .
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22 F. Nocera, Le bande partigiane cit., p. 560.
23 Si rinvia al foglio matricolare di Giuliano Cattari.
24 La lettera è allegata alla relazione sulle attività svolte dalla banda Porfirio, schedario partigiani,
del 16 ottobre 1948.
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