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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA
Uniti nel Fronte Clandestino di Resistenza agli ordini del generale Filippo
Caruso, i Carabinieri danno un contributo rilevante alla lotta di liberazione
affiancando le truppe alleate e proteggendo nelle zone occupate le popolazioni
dalle violenze dei soldati della Wehrmacht. Molti quelli che, anche in Molise,
come vedremo, danno prova di grande coraggio fino all’estremo sacrificio della
vita. Dipendenti dalla legione di Bari i comandi molisani dell’Arma che fanno
capo al Gruppo di Campobasso, continuano ad essere pienamente operativi
così come le oltre cinquanta stazioni anche se, in alcune di esse, gli organici
risultano ridotti a causa della guerra. Come in tutto il Sud anche i militari che
operano in territorio molisano restano al loro posto continuando a svolgere con
il massimo zelo, così come avevano fatto nei mesi precedenti all’armistizio, i
loro compiti d'istituto garantendo ordine e sicurezza pubblica.
Con l’arrivo delle truppe tedesche i militari dell’Arma diventano sempre di
più l’unico riferimento sicuro per le popolazioni molisane le quali vedono nel-
l’uniforme che indossano l’ultimo baluardo di uno Stato in totale dissoluzione.
Una percezione che aumenterà con il trascorrere dei giorni e dei mesi durante
il lungo inverno del 1943 caratterizzato da condizioni climatiche proibitive con
pioggia battente, nevicate e nebbia fitta le quali concorreranno a favorire le
truppe germaniche a ritardare l’avanzata degli alleati lunga la linea Gustav ma a
creare seri problemi anche alle bande partigiane che già dalla metà di settembre
sono attive tra le province meridionali del Molise e dell’Abruzzo. Formazioni
che, dall’armistizio fino al giugno del 1944, saranno cinquantotto di cui due in
Molise ma soltanto una, la banda di Giovanni Porfirio, sarà riconosciuta come
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tale . Nativo di Trivento, paese molisano che domina la Valle del Trigno,
Porfirio è un capitano di complemento schedato dai fascisti come militante
comunista, il quale dopo aver viaggiato fino in Russia, decide di rientrare a
Trivento insieme con la sua compagna, Mary Neiman, ebrea polacca che cono-
sce in America. La coppia ha due figli. Appena dopo l’armistizio Porfirio e la
sua compagna decidono di formare la banda partigiana composta da circa cin-
quanta uomini che per oltre tre mesi combatte i tedeschi nell’area che va dal medio
Biferno all’Alto Sangro abbracciando le provincie di Campobasso, Chieti e l’Aquila, com-
piendo azioni in Montagano, Petrella, Lucito, Limosano, Torella, Trivento, Salcito, Agnone
in provincia di Campobasso ma anche a Schiavi, Castiglione in provincia di Chieti e nella
zona di Castel Di Sangro .
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12 Il numero delle bande si riferisce solo alle tre province di Chieti, L’Aquila e Campobasso più
una della provincia di Pescara. Sulla banda Porfirio cfr. Fabrizio Nocera, Le bande partigiane
lungo la linea Gustav. Abruzzo e Molise nelle Carte del Ricompart, Torino, Editrice Il Rinnovamento,
2021, pp. 557-562.
13 Ibidem.
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