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I CARABINIERI DEL 1944 - IL REGNO D’ITALIA



                  Già il 16 settembre Cattari partecipa a una seconda riunione del C.L.N. (la
             prima si era tenuta il 13 a Pietrafenda, in agro di Trivento, dove si era costituita la
             banda Porfirio) alla quale prendono parte anche il sindaco Raffaele Scarano e
             alcuni ufficiali dell’Esercito. Giovanni Porfirio propone la guerriglia, la lotta armata
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             senza quartiere al nemico . Ma questa proposta non raccoglie consensi, il solo ad
             appoggiarla con determinazione è il maresciallo Cattari e così vedendo la malafede e
             la mancanza di audacia di tutta quella gente che fino a ieri erano stati gli amministratori fascisti
             di Trivento - scriverà Porfirio in una relazione - decisi la sera stessa e con pochi giovani
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             coraggiosi di formare i primi scaglioni partigiani . La banda Porfirio passa immediata-
             mente all’azione con una serie di incursioni e scontri a fuoco con pattuglie tede-
             sche nonché azioni di sabotaggio fino a quando il 20 ottobre le autorità tedesche,
             dopo averli individuati, chiedono ai Carabinieri di arrestare Giovanni Porfirio, la
             compagna  Mary  Neiman  Porfirio,  Onofrio  Agostino,  Domenico  Griguoli  e
             Giulio  Iocca.  I  tedeschi  per  ottenere  la  consegna  dei  partigiani  da  parte  dei
             Carabinieri prendono in ostaggio il podestà e il segretario comunale. Il marescial-
             lo Cattari, militare intransigente, forte della sua lunga esperienza maturata nelle
             zone di guerra, per nulla intimorito dalle autorità tedesche si rifiuta di eseguire
             l’ordine di cattura. Decide quindi di allontanarsi con i suoi uomini dalla caserma
             dandosi alle campagne dopo aver salvato il carteggio, armi, munizioni e materiali di casermaggio
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             […] . Il giorno seguente i tedeschi, dopo aver occupato la caserma e aver inutil-
             mente atteso entro le ore 10:00 il ritorno in paese di Cattari e dei suoi Carabinieri,
             prendono  in  ostaggio  dieci  giovani  triventini  che  verranno  liberati  agli  inizi  di
             novembre dai soldati canadesi. Nella circostanza la Neiman dimostrò grande coraggio […]
             dichiarandosi disposta a seguire Cattari (a Trivento, n.d.a.) per consegnarsi ai tedeschi pur di
             salvare  il marito e gli altri partigiani. I tedeschi, particolarmente infuriati per il
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             comportamento di Cattari e dei suoi Carabinieri, decidono di attuare la loro ritor-
             sione minando la caserma e facendola saltare in aria . Da questo momento in poi Cattari
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             con Giovanni Cuppone e Cataldo Mascoli si unisce alla banda Porfirio, fornisce
             loro armi e munizioni, partecipa alla lotta armata, compie azioni di sabotaggio,


             17   F. Nocera, Le bande partigiane cit., p. 558.
             18   Ibidem.
             19   Archivio  Storico  della  Direzione  dei  Beni  Storici  e  Documentali  del  Comando  Generale
                  dell’Arma dei Carabinieri (d’ora in poi ASACC), Rapporto avente per oggetto “Contributo
                  dell’Arma alla lotta di Liberazione” del 10 aprile 1948 del comandante della stazione dei
                  Carabinieri  di  Trivento,  maresciallo  Filippo  Cozzolino,  al  Comando  della  2   Divisione  di
                                                                              a
                  Roma”.
             20   F. Nocera, Le bande partigiane cit., p. 560.
             21   ASACC, Rapporto avente per oggetto “Contributo dell’Arma alla lotta di Liberazione” del
                  10 aprile 1948 del comandante della stazione dei Carabinieri di Trivento, maresciallo Filippo
                  Cozzolino, al Comando della 2  Divisione di Roma”.
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