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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
avversaria, era necessario orientarla secondo le nostre esigenze e svilupparla con elementi
nostri fino a farle assumere aspetti di garanzia e di fiducia tali che il nemico fosse indotto
ad indirizzare ogni ulteriore iniziativa seguendo le vie da noi predisposte. L’azione condotta
secondo tali intendimenti conseguì infatti gli obiettivi. Nel campo del sabotaggio ogni setti-
mana o quasi il Servizio inglese inviava in Italia una valigia con 30-40 kg. di materiale
vario di sabotaggio che, attraverso i nostri agenti, cadeva regolarmente nelle nostre mani. …
Occorreva peraltro che gli agenti dessero dimostrazione dell’impiego fatto del materiale.
Allora il SIM provvide a fare oggetto particolareggiato di studio tutti gli incidenti
casuali e tutti i fatti occasionali attribuibili ad opera di sabotaggio che si andavano verificando
in Italia sotto l’aspetto più vario ed a renderne opportunamente edotti gli agenti affinchè potes-
sero segnalarne gli estremi al Servizio inglese, a titolo di comprova del loro presunto operato.
…Dopo il mese di ottobre 1942 il materiale di sabotaggio diretto agli agenti della rete, che
frattanto si era estesa all’Italia Meridionale e alle Isole, perveniva a destinazione in bidoni
di 150 kg. circa che sommergibili inglesi lasciavano in determinate punti della costa tirrenica
o che a mezzo paracadute venivano lanciati da aerei sui laghi di Viverone, Lesina, Varano.
Poiché la scelta della località, dei giorni, ore, ecc. Era preventivamente concordata, il materiale
veniva rastrellato dagli elementi del SIM al corrente di tutto. I risultati positive da noi otte-
nuti contro il sabotaggio avversario vanno in gran parte ascritti ad errori di condotta e di dire-
zione da parte del Servizio inglese. L’azione svolta da quest’ultimo fu infatti disorganica,
insufficientemente controllata e rivolta ad obiettivi causali ed indiscriminate non rispondenti
a coordinate finalità. Errori che portarono a duplice conseguenza: cadere sotto controllo avver-
sario; rendere inefficiente l’azione ai fini del rendimento bellico. Se l’attività avversaria fosse
stata condotta con mano esperta e controllata dall’esterno per mezzo di elementi ignoti alla
rete degli esecutori, il SIM, anche se inserito, non avrebbe potuto sviluppare il gioco al di là
di qualche battuta iniziale. A nostro vantaggio sta il fatto di aver saputo sfruttare gli errori
dell’avversario e di aver aperto con un piano di azione logico e chiaro, sviluppato con sagacia,
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abilità e concreta visione dei risultati da raggiungere .
Il quantitativo di esplosivo recuperato fu così ingente che fu necessario
stoccarlo in apposito deposito sulla via Nomentana, a Roma. E per dimostrare
i risultati delle attività di sabotaggio, vennero persino organizzate vere esplosio-
ni, come quella di alcuni carri merci nel maggio 1942 presso la stazione di
Piacenza.
5. La collaborazione tra SIM e SOE
Furono necessari gli storici eventi del settembre 1943 a far apprendere
traumaticamente ai vertici del SOE quanto fosse effettivamente accaduto negli
anni precedenti.
4 Cesare Amè, Guerra segreta in Italia, Roma, Gherardo Casini Editore, 1954 pp. 161-164.
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