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L’INTELLIGENCE ITALIANA E LO SPECIAL OPERATIONS EXECUTIVE. L’INEDITA LIAISON




               ostilità da parte degli apparati militari, diplomatici e d’intelligence britannici, che
               spesso ne caldeggiarono la soppressione.
                    Infatti, nello stimolare ed utilizzare violenza, sabotaggio e sovversione, il
               SOE si interfacciò a volte in maniera effettivamente temeraria con chiunque
               (incluse  formazioni  comuniste,  i  cui  obbiettivi  postbellici  erano  antitetici,
               rispetto a quelli dei britannici), risultasse funzionale ai suoi obiettivi.
                    Come  spesso  accaduto,  i  semi  piantati  in  maniera  spiccia  per  esigenze
               immediate generano con il tempo frutti velenosi: così, il genere di guerriglia
               organizzata e stimolata dal SOE nella Seconda Guerra Mondiale, ha costituito
               - soprattutto in Europa - il modello per molte formazioni terroristiche di fine
               XX secolo.
                    Gli agenti del SOE avevano poco in comune con gli appartenenti agli altri
               corpi militari (gli uomini in primis il taglio di capelli) e anche con i membri dei
               servizi di spionaggio e controspionaggio, anche se talvolta le attività del SOE
               ebbero contenuti spionistici. Da ciò consegue che, al di là del dato semantico,
               il celebre James Bond non avrebbe mai dovuto esser definito agente segreto,
               svolgendo invece tipica attività da agente speciale SOE (non casualmente Peter
               Fleming, fratello di Ian aveva militato nel SOE stesso).
                    La segretezza del corpo fu tale che i vertici dell’organizzazione non erano
               identificati e i pochi che avevano la possibilità di contattarli utilizzavano nomi
               in codice, che però variavano in relazione all’interlocutore, con intuibili proble-
               mi operativi; persino gli emolumenti di tutti i membri del servizio erano esen-
               tasse, per evitare la diffusione di dati.
                    I lasciti più tangibili del SOE furono quelli dovuti alla tecnologia creativa
               sviluppata dal settore “Q” (omaggiato nei libri e film dell’agente 007). Vennero
               realizzati: minimoto e canoe pieghevoli, sommergibili in miniatura a propulsio-
               ne elettrica, mine magnetiche, topi esplosivi, penne, pompe da bicicletta e sapo-
               nette esplosive, mine mimetizzate in falsi escrementi di bovini, o elefanti, bar-
               babietole da zucchero portagranate, carbone esplosivo; libri, pacchetti di siga-
               rette, lattine di cibo, bottoni di camicia, spugne, tubetti di dentifricio e sapone
               da barba (che nascondevano altro), polvere pruriginosa, deodoranti anti cani
               e… fialette puzzolenti.
                    Le  esigenze  di  quello  che  potremmo  definire  “bellicamente  corretto”
               hanno determinato un caso di quasi totale censura storiografica sino alle dese-
               cretazioni finalmente autorizzate. La segretezza (ed anche l’imbarazzo) sono
               stati tali che, per decenni, in Gran Bretagna è stato materialmente impossibile
               pubblicare scritti argomentati sullo Special Operations Executive e persino l’esi-
               stenza del corpo, sino alla fine del XX secolo, era ufficialmente negata.


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