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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Oltre alla sezione “Zuretti”, nella sezione “Calderini” operò il gruppo
“Bande e sabotaggio”, sotto l’egida del N. 1 Special Force del SOE e dell’Office of
Strategic Services (OSS) statunitense. Poi, anche la sezione “Bonsignore”, che si
occupava prevalentemente di controspionaggio, venne a far parte integrante
della N. 1 Special Force.
L’operato di queste strutture risultò funzionale e proficuo e anche dina-
micamente orientato, dato che cominciò ad occuparsi anche delle mire francesi
e slave sul territorio italiano, così come dei fermenti della popolazione di lin-
gua tedesca in Alto Adige. L’attività in corso patì però le interferenze di poli-
tica e stampa, dovute al processo contro l’ex capo del SIM, generale Mario
Roatta.
Aveva avuto inizio la fase dell’epurazione che, anche per quanto concerne
i servizi informativi, non potè prescindere da una realtà effettiva ed elementare:
in disparte dai comportamenti criminali, se avessero dovuto esser epurati tutti
coloro che avevano rivestito ruoli istituzionali nell’era fascista, anche tutto il
personale dei servizi informativi avrebbe dovuto essere epurato. Ciononostante
persino l’esistenza stessa dei servizi venne - improvvidamente - messa in discus-
sione a livello politico-propagandistico.
Prevalse il buon senso e così si optò per un’attenta valutazione caso per
caso, con adeguata vigilanza, dato che, anche per quanto concerneva i rapporti
con gli Alleati, la peculiare situazione creatasi a seguito dei fatti del settembre
1943 e lo scoppio della guerra civile costituì fertile terreno per doppi e triplo-
giochisti (come Luca Osteria, che anche dopo la resa del settembre 1943 conti-
nuò a lavorare in sinergia con i tedeschi, ma poi riuscì a diventare collaboratore
del secondo Presidente del Consiglio del post fascismo, Ferruccio Parri).
A seguito della modifica nella dislocazione delle varie strutture anglo-ame-
ricane nel Mediterraneo, dovuta alla conquista dell’Italia meridionale anche i
vertici del SOE organizzarono diverse basi in Italia, dopo l’iniziale addensarsi a
Brindisi, nuova capitale del Regno d’Italia, strategicamente protesa verso l’est
Europa, anche grazie al suo aeroporto.
A Monopoli e dintorni, intorno all’iniziale base, denominata in codice
Maryland, si svilupparono tutta una serie di uffici e centri di addestramento e tra
gli italiani che ebbero modo di visitare e addestrarsi a Maryland insieme a Dick
Mallaby e agli uomini e donne del SOE ci fu uno dei personaggi più rilevanti
della resistenza italiana, Edgardo Sogno, che nelle sue memorie fornì testimo-
5
nianza delle sue permanenze pugliesi .
5 Edgardo Sogno, Guerra senza bandiera, pp. 218-221, nonché, La Franchi. Storia di un’organizza-
zione partigiana, Bologna, Il Mulino, 1996, p. 122.
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