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L’INTELLIGENCE ITALIANA E LO SPECIAL OPERATIONS EXECUTIVE. L’INEDITA LIAISON
Nel “Regno del Sud”, mentre la collaborazione militare degli italiani venne
scoraggiata e poi mal sopportata dagli Alleati, viceversa sin dal settembre 1943
si sviluppò quella con gli uomini del SIM che si erano immediatamente riorga-
nizzati a Brindisi. E così, grazie anche alla decisiva attività svolta da Dick
Mallaby nelle trattative per la resa e alla sua presenza a Brindisi, la prima colla-
borazione che gli Alleati decisero di attivare con gli italiani fu pragmaticamente
proprio quella con i servizi informativi.
E nel corso dei primi contatti operativi ebbe luogo un colpo di scena, sca-
turito da una sorta di confessione: confessione che fu tra le più compiaciute
della storia dal lato di chi la esternò, ma assai terrorizzante per chi la ricevette.
Nel corso di un colloquio riservato svoltosi a Brindisi nel novembre 1943,
i membri del SIM rivelarono agli esponenti del SOE tutta la verità in merito alla
organizzazione gestita da McCaffery. E così gli inglesi, sbigottiti, finalmente
compresero come effettivamente la loro apprezzata rete antifascista italiana
fosse in effetti composta da uomini del controspionaggio italiano, vivendo il
peggior incubo in materia. La documentazione archivistica attesta che gli uomi-
ni del SOE coinvolti riuscirono almeno nella difficilissima impresa di relaziona-
re in merito alla pericolosa vicenda i vertici politico-militari londinesi in maniera
assai addomesticata, così rinchiudendola tra quelle nascoste per decenni.
La “rivelazione” degli uomini del SIM, sfrondandola dai riflessi personali,
costituiva ottemperanza ad uno dei tanti oneri posti a carico del Regno d’Italia
attraverso i due strumenti di resa. In particolare, l’articolo 35 del cosiddetto
cosiddetto “armistizio lungo”, disponeva che il governo italiano fornisse tutte le
informazioni e provvederà tutti i documenti occorrenti alle Nazioni Unite (denominazione
diplomatica dell’alleanza anglo-americana: n.d.r.). Sarà proibito distruggere o nascon-
dere archivi, verbali, progetti o qualsiasi altro documento o informazione.
Lo sviluppo della collaborazione, inizialmente svoltasi sotto il comando
degli Alleati, determinò la liberazione del colonnello Pompeo Agrifoglio, detenu-
to in un campo di prigionia statunitense, che venne posto al comando della nuova
struttura informativa ai primi di ottobre. Il rapporto funzionò e, a dimostrazione
della fiducia guadagnata dagli operatori italiani (per la maggior parte Carabinieri
Reali), una direttiva del 15 aprile 1944 del Capo di Stato Maggiore degli Alleati in
Italia, consentì ai membri del servizio italiano di interrogare i prigionieri nemici.
Il SIM curò inizialmente le trasmissioni radio dirette agli uomini della resi-
stenza operanti nel territorio della Repubblica Sociale Italiana e l’addestramento
degli operatori; la collaborazione si estese anche all’organizzazione delle missio-
ni speciali e di collegamento, alla realizzazione delle dotazioni operative, per gli
agenti italiani e gli ufficiali di collegamento alleati.
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