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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Nonostante  questo  risultato,  si  concretizzò  vicenda  paradossale,  ma
             emblematica, narrata dal generale Cesare Amè, capo del SIM sino al 18 agosto
             1943: il generale Cavallero, lo convocò, contestandogli che i tedeschi fossero
             informatissimi sulle mosse dei britannici e gli italiani no. Amè fu costretto ad
             evidenziare che le informazioni più preziose ricevute dai tedeschi fossero pro-
             prio quelle fornite dal SIM e, soprattutto, che tali informazioni venissero invia-
             te, ovviamente con precedenza assoluta, al Comando Supremo (al cui vertice
             sedeva proprio Cavallero).
                  Le indagini di vari studiosi (tra i quali chi scrive) anche presso gli archivi
             stranieri  concretizzatesi  nel  ritrovamento  di  carte  in  precedenza  secretate,
             hanno fatto emergere i dettagli di straordinarie operazioni. Ciò ha permesso
             finalmente adeguata ricostruzione e contestualizzazione di eventi e, anche, la
             scoperta di fondamentali accadimenti, rimasti nascosti per decenni.
                  Tra di essi una vicenda formidabile, dalle plurime sfaccettature - e quindi
             alquanto istruttiva- conseguente all’infiltrazione degli uomini del SIM, a carico
             dello Special Operations Executive britannico.

             3.  Lo Special Operations Executive
                  Per comprendere i dettagli di una delle più efficaci operazioni di contro-
             spionaggio della storia, i cui livelli quantitativi e qualitativi sfuggirono persino a
             chi la realizzato, è necessario illustrare brevemente natura e caratteristiche del
             corpo  vittima  dell’infiltrazione.  Anche  perché,  l’omertoso  e  pluridecennale
             imbarazzo britannico è stato precisa conseguenza delle peculiarità del corpo
             che subì l’infiltrazione.
                  Lo  Special  Operations  Executive  fu  creato  nel  luglio  1940  per  volontà  di
             Churchill, al fine di compiere attività «non convenzionali» (eufemismo per clas-
             sificare tutto quanto vietato dalle convenzioni internazionali). Lo stesso primo
             ministro inglese accompagnò la nascita del corpo con il seguente motto E ora
             incendiate l’Europa!
                  Le attività del SOE furono: infiltrazione nelle zone occupate dai nemici;
             organizzazione e supporto della guerriglia clandestina; sabotaggio; distribuzio-
             ne di armi, munizioni ed esplosivi e sviluppo di strategie, armi, apparecchiature
             e  veicoli,  finalizzati  a  tutto  ciò.  Operativamente  (con  approccio  pragmatico,
             ovvero disinvolto, secondo i punti di vista) vennero reclutati civili (a volte anche
             di poco commendevole fama e provenienza) e militari, ma il contributo globale
             agli sforzi bellici britannici fu notevole ed i membri dell’organizzazione patiro-
             no la più alta percentuale di morti in missione.
                  Il modus operandi poco ortodosso garantì costantemente al SOE fortissime


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