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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Le attività informative costituiscono primaria preoccupazione per qualun-
que comunità nazionale e dunque settore fondamentale anche in tempi di (par-
ziale) pace. Le guerre ormai nel XXI° secolo non sono solo quelle susseguitesi
per millenni, ma si sviluppano e combattono, geopoliticamente, con e contro
l’alta tecnologia, l’agroalimentare, le risorse energetiche, l’informatica, le infra-
strutture, l’ordine pubblico e la sanità. Ciò è confermato anche da eventi recen-
tissimi, comunemente riportati dai media come meri episodi di cronaca, ma in
effetti conseguenti (inevitabilmente e elementarmente, dati i loro profili quali-
tativi e quantitativi) a macrodeterminazioni operative di enti pubblici e-o privati
di rilevanza nazionale o multinazionale. E il sempre continuo mutare degli sce-
nari impone costante adeguamento delle metodologie necessarie al fine del rag-
giungimento degli obbiettivi istituzionali.
Tutto quanto destabilizza una comunità nazionale è una forma di guerra
e la pace si costruisce attraverso il benessere di tutti; e questo benessere nazio-
nale è, da sempre, il primo obiettivo dei servizi informativi.
Purtroppo vulgate varie, spesso biecamente diffuse con modalità ancillari
hanno consegnato all’immaginario collettivo ben altre raffigurazioni.
E questo ci riporta finalmente alle vicende narrate, perché allora come ora,
le peculiarità, i dettagli del modus operandi dei servizi informativi non potevano
essere di pubblico dominio. E pretendere -a mo’ di slogan- che i doverosi e legit-
timi canoni in tema di trasparenza amministrativa non debbano essere operati-
vamente contestualizzati per le strutture che si occupano di sicurezza nazionale
parrebbe scontato salvo voler costituire paradossi ed ossimori.
La maledizione che affligge la pubblica immagine dei servizi informativi è
tipica: tutti o quasi i successi costituiscono la normalità, non sono tangibili e
possono essere divulgati con molto ritardo e con il minimo dei dettagli; gli
insuccessi sono quasi sempre evidenti, clamorosi e devastanti. Ma dopo decenni
è importante narrare bene gli eventi, sulla base dei fatti e attraverso adeguata
contestualizzazione.
Anche perché, come insegnava Eraclito, pensatore oscuro per antonoma-
sia, ma in questo caso molto chiaro “Non troverai mai la verità, se non sei
disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi di trovare”.
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