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LE ARMI AUTOMATICHE DELLA RESISTENZA
3. Sten Mk II
Pistola mitragliatrice d’assalto in assegnazione ai reparti inglesi durante il
secondo conflitto mondiale. Verso la fine del conflitto anche la Germania adot-
tò questa pistola mitragliatrice (con il nome DI MP749) in parziale sostituzione
della MP40. Come sempre nelle armi la facilità di costruzione e di utilizzo la
fanno da padrone e questo è proprio il caso dello Sten. Tutte le componenti del
corpo sono ricavate dalla forza di una pressa su una lastra di acciaio, mentre
l’unica parte fresata è il corpo otturatore. Il suo funzionamento è “primordiale”
la sua massa battente ha un funzionamento puramente meccanico quasi come
un mortaio (anche se il mortaio ha il percussore fisso). Come nella maggior
parte delle pistole mitragliatrici ha una cadenza di tiro di 500 colpi per minuto;
questa cadenza per un tiro a raffica può sembrare non molto alta, ma calcolan-
do che l’arma per l’utilizzo, è un buon compromesso tra potenza di fuoco e
controllo del tiro.
La caratteristica morfologica dello sten in tutte le sue varianti (ben sei), è
la possibilità di scegliere il sostegno della calciatura che varia da un’impugnatura
a pistola ad una in asta da spalla. La “mano debole” trova alloggio per il soste-
gno dell’arma proprio nel punto di incastro del caricatore che si innesta da sini-
stra parallelamente al terreno. Diciamo che è un’arma molto istintiva sia nell’uti-
lizzo che nel puntamento e tiro; i congegni di mira sono fissi con il sistema della
diottra, non è insolito trovare foto di partigiani sparare con quest’arma appog-
giata al ventre. Erano possibile applicare anche alcuni accessori tipo soppressori
o rompifiamma. Data la loro affidabilità, queste pistole mitragliatrici hanno tro-
vato utilizzo, dopo la lotta partigiana, oltre che tra i banditi della banda Giuliano
anche nei paesi slavi, ad esempio nelle mani dei partigiani titini o come arma
d’ordinanza delle forze di difesa israeliane.
4. Thompson Submachine Gun
Arrivati a questo punto bisogna fare un respiro e affrontare una leggenda
del cinema. é giunto il momento di parlare di un’arma molto famosa, il classico i
mitra dei gangster, dall’inconfondibile profilo e dall’iconico caricatore a pizza.
Quest’arma fu progettata nel 1919 da John Taliaferro Thompson generale a
riposo dell’esercito degli Stati Uniti d’America. A differenza delle sue colleghe
europee, quest’arma ha una cadenza di tiro più elevata, difatti va da 600 a 1000/
1500 colpi per minuto a seconda della versione e del tipo di caricatore. Difatti
il caricatore a pizza poteva contenere nelle sue due versioni, 50 o 100 cartucce,
sospinte da una molla elicoidale caricata dall’immissione dei bossoli nel carica-
tore stesso.
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