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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
La Pistola mitragliatrice TZ-45 esposto al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri
(Fonte: Foto Autore)
6. Moschetto Automatico Beretta (MAB)
Probabilmente, l’arma più iconica della resistenza rimane il Moschetto
Automatico Beretta (MAB) in tutte le sue versioni e modelli. Quest’arma,
come la conosciamo oggi, fu progettata nel 1935/37 dal famoso Tullio
Merengoni, padre tra l’altro della pistola Beretta mod. 34, ed entrò in produ-
zione il successivo 1938. La sua ideazione risale già all’ultimo anno della
Grande Guerra. Proprio nel 1918, furono eseguiti dei test su alcuni modelli
prodotti appositamente, i quali riscontrarono grande interesse dagli organi
preposti al controllo, ma il MAB non riuscì ad entrare in servizio prima della
fine della guerra. Ad esigenza finita, non c’era fretta di sviluppare e mettere in
produzione una mitragliatrice individuale, quindi il moschetto ebbe una battu-
ta di arresto. Solo nel 1938 il MAB incominciò ad essere prodotto in serie e
2000 esemplari furono ordinati dal Ministero dell’Africa Italiana per il servizio
in colonia. Successivamente, fu estesa la distribuzione alle guardie di pubblica
sicurezza, ai Carabinieri Reali e a pochi reparti del Regio Esercito. Quest’arma
fu reputata poco idonea al servizio di fanteria di linea in quanto il suo tiro utile,
200 metri, era ritenuto insufficiente. Nonostante già da tanti anni si poteva pro-
durre quest’arma, la produzione andò a rilento, forse anche per le modifiche
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