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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Questa premessa e le pagine che seguono sono necessarie per inquadrare e
comprendere le difficili scelte individuali, spesso interiormente sofferte, fatte dai
protagonisti della seconda guerra mondiale in quel particolare contesto geografi-
co. In nessun’altra regione d’Italia si sono vissute situazioni analoghe, o anche lon-
tanamente paragonabili, a quelle di questo territorio. Robert Conquest ha perfet-
tamente interpretato lo spirito, tutt’altro che pacifista, del secolo appena concluso
definendolo il secolo delle idee assassine . Nella Venezia Giulia questa definizione si è
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brutalmente materializzata in fatti talmente gravi da sfociare, durante il conflitto
mondiale, in una carneficina continua e costante finita, com’è noto, con l’orrendo
episodio delle foibe. Prima della strage di italiani il fascismo, soprattutto quello di
confine, quello di Francesco Giunta per intenderci, aveva portato agli estremi
l’italianizzazione di una regione dove da tempo immemorabile la convivenza tra i
popoli era scandita da problematiche comuni per lo più originate dalla miseria.
Giunta e il fascismo, se avevano acuito l’aspetto esteriore dei rapporti sociali, non
erano fortunatamente arrivati alla sterilizzazione dei pensieri degli individui. La
profonda coscienza delle persone non poteva sicuramente essere ingabbiata e,
una volta libera da schemi politici e di giuramento statale, avrebbe seguito il giu-
dizio della ragione.
Beneski, autunno 1944 decorazione al valore di alcuni partigiani del IX Korpus sloveno
(Fonte: collezione Giacuzzo)
1 Robert Conquest, Il secolo delle idee assassine, Milano, Mondadori, 2001.
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