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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Comando militare territoriale della Regione Militare Nord - Ovest e poi presso il
Comando NATO FASE (Forze Armate Sud Europa, secondo la denominazione
italiana) di Napoli. Da colonnello comandò la Legione di Brescia e poi la Scuola
Allievi Carabinieri di Torino. Promosso generale di brigata, andò in congedo nel
1978, venendo promosso a titolo onorifico a generale di divisione nel 1980.
Le attività dell’allora tenente Ceva, nome di battaglia Paolo, sono riassunte
in quella che è la relazione dettagliata che il comandante della IV Divisione par-
tigiana “Pinan Cichero” Aurelio Ferrando “Scrivia” redasse nel dopoguerra per
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proporne il transito in servizio permanente effettivo .
Rientrato in quel di Tortona dopo i fatti dell’8 settembre 1943 e condan-
nato a morte da un tribunale militare tedesco, rimase nascosto in zona effet-
tuando propaganda per conto del locale Comitato di liberazione nazionale. Nel
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gennaio 1944, fu posto a disposizione di Franco Anselmi “Marco” che
comandava la Brigata “Arzani” rimanendo al di fuori dell’unità : “perché più pre-
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ziosa rivelavasi la sua attività al di fuori della formazione stessa. Infatti numerose furono le
missioni, alcune delle quali rischiosissime, portate a termine in tale periodo dal tenente Ceva”.
Addirittura il 29 aprile 1944 e, si rammenti, già condannato a morte: “egli,
solo, in abito simulato, s’introduceva nella caserma “Passalacqua” di Tortona, ove stanziava un
grosso reparto di Bersaglieri, e di qui, con abilità non comune, riusciva a carpire la pianta com-
pleta di tutti i servizi di sorveglianza di una grossa polveriera della zona, la quale, poco più
tardi, doveva essere oggetto di sabotaggio da parte della formazione partigiana anzidetta” .
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Solo nel giugno del 1944, visti gli altissimi rischi, fu inserito a tutti gli effet-
ti nell’organigramma della Brigata partigiana quale vicecomandante rivelandosi:
“sin dai primi giorni […] pieno di entusiasmo; ottimo organizzatore, miglior animatore, di
un’audacia singolare, non tardò ad accattivarsi la simpatia dei partigiani, dei superiori e della
popolazione delle valli. Instancabile nel soccorrere materialmente e moralmente i compagni,
percorreva grandi distanze per portare la sua parola di conforto a quelli che ne avevano biso-
gno, nonché per intervenire là dove più cruenta si scendeva la battaglia”
28.
Partecipò poi alla famosa “Battaglia di Pertuso” dell’agosto 1944 nella
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24 DBSDCC - Archivio Storico b. 1620.11 - Proposta di passaggio in s.p.e. per meriti di guerra
del Tenente di Complemento dei Carabinieri CEVA Silvio. Relazione particolare. 28 settem-
bre 1946.
25 Per il quale si può vedere F. Bernini, Il guerrigliero: Franco Anselmi, il partigiano Marco, Milano
1915 - Casteggio 1945, Stradella, Libri nel Tempo Edizioni, 2009.
26 DBSDCC - Archivio Storico b. 1620.11 - Proposta di passaggio in s.p.e. per meriti di guerra del
Tenente di Complemento dei Carabinieri CEVA Silvio. Relazione particolare. 28 settembre 1946.
27 Ibidem.
28 Ibidem.
29 A. Ferrando, «Scrivia»: La battaglia di Pertuso. Val Borbera, 24 agosto 1944, Recco, Istral - Le
Mani, 2004.
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