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I CARABINIERI NELLA RESISTENZA ALESSANDRINA. PRESENZA E NUMERI




               quale “Paolo”: “in uno stato di assoluta inferiorità, riusciva con abile mossa avvolgente
               sulla destra del nemico a decidere in nostro favore la seconda giornata di combattimenti rive-
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               latasi oltremodo cruenta” .
                    Dopo la battaglia e lo sganciamento delle forze partigiane al Ceva fu affi-
               dato,  direttamente  da  Scrivia,  il  compito  di  creare  un  servizio  informativo.
               Purtroppo, cadendo da una motocicletta durante uno spostamento, si ruppe un
               braccio recandosi, a piedi, al non vicino ospedale di Salice Terme, in mano ai
               tedeschi dove, grazie ad un medico compiacente, fu operato. Impossibilitato a
               combattere, fu posto a gestire l’ospedale divisionale di Caldirola rientrando “nei
               ranghi” dopo soli quaranta giorni. Nel novembre fu nominato Capo di Stato
               Maggiore della Brigata “Po - Argo” appena costituita e con la quale partecipò
               alla “battaglia di Garbagna” del marzo 1945. Nello scontro, peraltro, morì un
               altro  carabiniere  partigiano,  Aldo  Ravetta  (nome  di  battaglia  “Argo”  da  cui
               prenderà  il  nome  la  Brigata)  poi  decorato  di  Medaglia  di  Bronzo  al  Valor
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               Militare per quei fatti .
                    All’atto  della  liberazione  “Paolo”,  alla  guida  del  suo  reparto,  liberò
               Viguzzolo il 24 aprile (dopo cruento scontro) e Tortona il giorno successivo. Il
               giorno successivo si scontrò con un reparto tedesco in ritirata da Genova. Per
               il  complesso  delle  attività  partigiane  il  tenente  Ceva  “Paolo”  ottenne  una
               Medaglia d’Argento al Valor militare con la seguente motivazione: “Già distintosi
               nella lotta partigiana come informatore e organizzatore, in ripetute circostanze dava belle
               prove di tenacia e di ardore combattivo. Vice comandante di Brigata e poi Capo di Stato
               Maggiore, metteva in luce in numerosi combattimenti e particolarmente a Varzi, Pertuso,
               Garbagna, San Sebastiano Curone, Viguzzolo, Tortona, esemplari doti di combattente e di
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               capo. Zone di Pavia e Alessandria, giugno 1944 - aprile 1945 - partigiano combattente” .
                    Oltre a figure di spicco come quella di Silvio Ceva non si può poi non fare
               un riferimento ad uno dei fatti più cruenti dell’intera Resistenza nella provincia
               di Alessandria: la strage della Benedicta .
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               30   DBSDCC - Archivio Storico b. 1620.11 - Proposta di passaggio in s.p.e. per meriti di guerra del
                    Tenente di Complemento dei Carabinieri CEVA Silvio. Relazione particolare. 28 settembre 1946.
               31   A. Bassi, La battaglia di Garbagna: 14 marzo 1945. Resoconto dettagliato di una giornata e dei
                    fatti che coinvolsero quanti, credendo fermamente nei loro ideali, ivi combatterono e cadde-
                    ro. Per non dimenticare, Varzi, Guardamagna, 2003.
               32   Motivazione tratta dalla Banca Dati dei decorati al valor militare creata e messa a disposizio-
                    ne dall’Istituto del Nastro Azzurro al sito http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzur-
                    ro.org/ (URL consultata il 14 maggio 2024).
               33   Per la strage della Benedicta si possono vedere G. Lunati, La Divisione Mingo dall’eccidio della
                    Benedicta alla liberazione di Genova, Isral - Le Mani, Recco, 2003 e G. D’Amico, B. Mantelli, G.
                    Villari, I ribelli della Benedicta. Percorsi, profili, biografie dei caduti e dei deportati, Bologna, Archetipolibri
                    - Clueb, 2011. Per i carabinieri coinvolti si può vedere S. Giarrusso, L’Eccidio della Benedicta, in
                    Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri, anno VI, n. 2, Roma, 2021 pp. 24 - 29.

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