Page 209 - Numero Speciale 2024-2
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I CARABINIERI NELLA RESISTENZA ALESSANDRINA. PRESENZA E NUMERI




               armi, raggiungeva con alcuni compagni le montagne circostanti allo scopo di unirsi alle forma-
               zioni partigiane ivi operanti nella lotta comune contro l’oppressore della Patria. Caduto, in
               seguito a sfortunata circostanza, nelle mani del nemico, il quale non poté impadronirsi della
               sua persona prima di aver duramente combattuto, veniva per alcuni giorni rinchiuso nella
               caserma dei Carabinieri di Voltaggio e, infine, a seguito di sommario processo, barbaramente
               fucilato.  Davanti  al  plotone  di  esecuzione  le  sue  ultime  parole  erano:  “Viva  l’Italia”.
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               Voltaggio 11 aprile 1944. Partigiano combattente .
                    I  tre  dei  quattro  furono  sicuramente  seppelliti  (assieme  ad  altri  cinque
               fucilati) nel cimitero di Voltaggio, vicino al luogo della morte. Lo ricorda l’allora
               Commissario Prefettizio di Voltaggio, Fernando Spada, in una memoria:
                    Quel che a me è rimasto più impresso fu il modo in cui seppellimmo questi ragazzi; io
               non avevo mai visto dei fucilati e non avevo mai seppellito nessuno. […] non avevamo casse
               da morto e facemmo le buche mettendoli dentro con un cartellino sopra. Rimasi molto impres-
               sionato da questa faccenda qui . Alcuni, due o tre mi sembra, erano ancora vestiti da  cara-
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               binieri, con la loro divisa bleu .
                    Settimo Giudici, reggiano classe 1924, già addetto alla Stazione di Mignanego,
               disertò anche lui, verosimilmente con i colleghi. Fu catturato e fucilato, a seconda
               delle fonti, a Passo Mezzano o a Campomorone il giorno 8 o l’11 aprile 1944 .
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                    Assieme  a  lui  il  Carabiniere  Ezio  Balestrazzi,  bolognese  classe  1923,
               appartenente al Distaccamento Mignanego Fossa e già addetto alla Stazione
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               Carabinieri di Sesto Ponente.  Entrambi furono decorati di M.B.V.M. con la
               seguente motivazione: Pur trovandosi in servizio partecipava, con grave rischio personale,
               all’attività del fronte clandestino di resistenza. Allontanatosi, armato, dal reparto, per arruo-
               larsi  nelle  formazioni  partigiane,  veniva,  dopo  strenua  difesa,  catturato  dal  nemico.
               Affrontava con cosciente ed indomita fierezza il plotone di esecuzione, suggellando con la vita
               l’amore per la patria. Campomorone (GE) 11 aprile 1944 .
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                    Per i fatti relativi alla Benedicta e ai successivi rastrellamenti (nonché per
               altre stragi compiute tra Liguria e basso Piemonte), l’allora maggiore Friedrich
               Siegfried Engel, comandante del Sicherheitsdienst (SD) di Genova e noto come


               40   Ibidem.
               41   Testimonianza di Fernando Spada, reperibile online all’indirizzo https://www.isral.it/wp-
                    content/uploads/2019/06/SPADA-Fernando.pdf (URL consultata il 14 maggio 2024).
               42   Così  W.  Valsesia,  I  carabinieri  nella…op.  cit.,  p.  12  (per  Balestrazzi).  Di  diverso  avviso  G.
                    D’Amico, op. cit., p. 133 che lo riferisce deceduto a Passo Mezzano (o Località Roncassi) l’8
                    aprile 1944. È possibile che l’attribuzione del decesso a Campomorone il giorno 11 aprile sia
                    dovuto al fatto che è con questa data e questo luogo sono stati effettuati gli atti di riconosci-
                    mento delle salme.
               43   G. D’Amico, op. cit., p. 115.
               44   http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/  (URL  consultata  il  14  maggio
                    2024).

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