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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
“il boia di Genova”, il 15 novembre 1999, è stato condannato dal Tribunale
militare di Torino alla pena dell’ergastolo, pena mai scontata perché il governo
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tedesco non concesse mai l’estradizione .
5. Conclusioni
L’auspicio che, nel lontano 1989, animò il Presidente della Provincia di
Alessandria sull’opportunità di estendere e completare il lavoro di Valsesia,
necessita quindi di essere colto e sviluppato con una ricerca storicamente valida
sui Carabinieri nella Resistenza nella provincia di Alessandria.
Chi scrive ritiene che il formato dell’opera del partigiano alessandrino,
fatto di «schede biografiche» sia la scelta bibliografica ancora oggi sicuramente
valida per un filone che, in prima istanza, deve mettere dei punti fermi con
un’opera compilativa che tenda alla completezza .
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Tale ricerca, partendo dall’opera di Valsesia, deve però integrare i dati rac-
colti con quanto estrapolato, ad esempio, dagli archivi della Direzione dei Beni
Storici e Documentali dell’Arma dei Carabinieri, dell’Ufficio storico dello Stato
Maggiore dell’Esercito (specialmente per quanto riguarda l’immediato dopo-
guerra), delle fonti della già Repubblica Sociale italiana e dagli altri archivi pub-
blici e privati ove possano ricostruirsi queste storie con particolare attenzione
ai fogli matricolari che possono dare un inquadramento del soggetto anche nel
periodo pre - resistenziale e post bellico.
È solo in questo modo che si potrà, da una parte riuscire ad avere una
panoramica sul ruolo dei carabinieri nel partigianato piemontese, dall’altra dare
la giusta luce anche ad eroi poco conosciuti come i caduti di Voltaggio e
Campomorone, il Maresciallo Sonnati o Giuseppe Andreoni.
Occorrerà approfondire ogni figura ed ogni loro aspetto per permettere
che il ruolo dei Carabinieri nella provincia di Alessandria riottenga la dignità che
merita e permettere che venga superato, per usare le parole del preveggente
Franzó: «il silenzio con il quale in anni difficili del dopoguerra si e ignorato questo glorioso
capitolo della storia dell’Arma dei Carabinieri, del quale oggi non conosciamo ancora la
dimensione, ma che ebbe la capacita di incidere nella storia del nostro paese contribuendo alla
costituzione dello stato repubblicano esaltandone e difendendone i valori» .
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45 Engel fu poi condannato, per gli stessi fatti, da un tribunale tedesco, a sette anni di carcere,
mai scontati. È deceduto ad Amburgo nel 2006. Descrizione del processo in P.P. Rivello, Il
processo Engel, un percorso lungo i confini tra ricostruzione giudiziale e memoria storica. Recco, Istral -
Le Mani, 2005.
46 Non a caso, per il famoso eccidio della Benedicta, in tempi molto recenti si è sentito analogo
bisogno, con un’opera di raccolta e compilazione dei soggetti coinvolti nell’episodio.
47 W. Valsesia, I Carabinieri nella… op. cit., p. 5.
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