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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Nell’aprile 1944, reparti tedeschi e della RSI, nel tentativo di snidare le
             forze  partigiane  dalle  propaggini  dell’Appennino,  accerchiarono  la  zona  del
             Tobbio ove si confrontarono con la 3ª Brigata Garibaldi Liguria ma, soprattut-
             to, la Brigata Autonoma Alessandria ed altre unità minori. Gli scontri principali
             si  ebbero  nella  zona  del  monastero  della  Benedicta,  in  località  Capanne  di
             Marcarolo, che venne, infine, minato e fatto esplodere. Nel corso degli scontri
             e del successivo rastrellamento della zona i partigiani ebbero 147 morti tra cui
             75 partigiani che, arresisi, furono fucilati sul posto. Ai renitenti alla leva della
             zona che si presentarono spontaneamente e ai quali era stato promesso il con-
             dono di ogni pena, la sorte riservò la deportazione in Germania. Su 351 depor-
             tati, 140 moriranno nei campi di internamento tedeschi.
                  Tra i vari deceduti, anche sei carabinieri, quattro dei quali fucilati, nell’am-
             bito dei rastrellamenti, a Voltaggio l’11 aprile 1944 insieme ad altre 12 perso-
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             ne , gli altri due assieme, in altra fase dell’eccidio.
                  I quattro carabinieri di Voltaggio erano, Clemente Farina, napoletano clas-
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             se 1920 , Guido Taddei (o Tadei ), spezzino classe 1920, Pierino Melagro ,
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             savonese classe 1921 e Nicolò (o Nicola ) Galioto, siciliano classe 1922. I quat-
             tro, già appartenenti alla Stazione Carabinieri di Mignanego, avevano disertato
             il 4 aprile 1944 unendosi alla 1^ Brigata Partigiana “Giancarlo Odino”. Catturati
             il 7 aprile 1944 durante i rastrellamenti e detenuti per alcuni giorni nella stazione
             carabinieri di Voltaggio, furono fucilati il successivo 11 aprile. Galioto, Farina e
             Taddei furono decorati di Medaglia di Bronzo al Valor Militare (MBVM) con
             analoga motivazione: Pur trovandosi in servizio partecipava, con grave rischio personale,
             all’attività del fronte clandestino di resistenza. Allontanatosi, armato, dal reparto, per arruo-
             larsi  nelle  formazioni  partigiane,  veniva,  dopo  strenua  difesa,  catturato  dal  nemico.
             Affrontava con supremo sprezzo della vita il plotone di esecuzione, attendendo la raffica mor-
                                                                   39.
             tale al grido di “Viva l’Italia”. Voltaggio (AL) 11 aprile 1944
                  A Melagro, non se ne comprende la motivazione, fu invece assegnata la
             Croce al Valor Militare con la seguente motivazione: Sdegnando di piegarsi ad indos-
             sare la camicia nera, non esitava ad abbandonare il proprio reparto e, portato seco tutte le


             34   Oltre  alle  fonti  già  citate  si  può  anche  vedere  l’Atlante  delle  stragi  nazi-fasciste.
                  https://www.straginazifasciste.it/wp-content/uploads/schede/VOLTAGGIO%2008-
                  11.04.1944.pdf (URL consultata il 14 maggio 2024).
             35   G. D’Amico, op. cit., p. 127.
             36   G. D’Amico, op. cit., p. 148
             37   G. D’Amico, op. cit., p. 138
             38   G. D’Amico, op. cit., p. 130.
             39   http://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/  (URL  consultata  il  14  maggio
                  2024).

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