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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Tra i carabinieri partigiani il più “attempato” è risultato essere il tenente
Ascanio Asinari, originario di Sessame, nell’astigiano, classe 1883. Già in con-
gedo al momento dell’adesione alla Resistenza, è anche uno dei due che vi aderì
nel corso del 1943 ottenendo la qualifica di “Patriota” avendo operato con l’8
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Divisione Giustizia e Libertà . Il più giovane, invece, il Carabiniere Ottavio
Roso, originario di Ponti, nel basso alessandrino, nato il 18 maggio 1925 , ed
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operante nella 43^ Divisione autonoma “Sergio De Vitis” , peraltro, sembre-
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rebbe, socio dell’Associazione Nazionale Carabinieri .
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Per quanto concerne un’analisi unicamente limitata ai Carabinieri è
alquanto sorprendente notare un’elevatissima percentuale complessiva (oltre
due terzi) di personale che, avendo più di 24 anni, certamente si trovava in ser-
vizio permanente effettivo (o mobilitato) o addirittura in congedo. Si trattò
quindi di una scelta certamente non derivante dalla necessità di evitare i bandi
di reclutamento della R.S.I. ma, verosimilmente, dalla volontà di fuggire di fron-
te ai vari provvedimenti che, come si vedrà tra poco, il Fascismo repubblicano
prese nei confronti dei Carabinieri. E questa peculiarità dei Carabinieri partigia-
ni alessandrini si ripercuote anche nel paragone con il partigianato piemontese
e nazionale. In questi casi, infatti, la percentuale di ragazzi “di leva” è partico-
larmente consistente o addirittura preponderante (come il quasi 50% dei parti-
giani piemontesi). L’andamento demografico dei carabinieri segue comunque
quello generale (sembrerebbe quello piemontese ad andare in controtendenza)
ma non può non denotarsi come ben il 44% dei carabinieri datisi alla Resistenza
avesse più di 35 anni (a fronte del 38% nazionale e del 17% piemontese).
Una seconda analisi che si è ritenuto opportuno effettuare riguarda l’inizio
dell’attività partigiana. Si tratta di un dato da prendere sicuramente con partico-
lare attenzione. Anche nelle stesse Banche Dati vi sono date divergenti per lo
stesso soggetto sulle quali quindi ci si riserva di approfondire. Purtuttavia una
complessiva analisi statistica può essere tentata (Tabella n. 2).
Anche qui, come nota metodologica, si è scelto di suddividere il gruppo
per anni anche per verificare come eventuali momenti storici importanti possa-
no aver dato rilievo a conseguenze. I due momenti che hanno spinto a dividere
(per i soli carabinieri) l’anno 1944 in due metà e che dobbiamo necessariamente
considerare fondamentali sono l’8 dicembre 1943 (con l’Arma dei Carabinieri
13 AA.VV, Le formazioni GL nella resistenza. Documenti, Milano, Franco Angeli, 1985.
14 Dello stesso anno, ma di pochi mesi più grandi, anche i Carabinieri Giuseppe Accattino,
Mauro Ratto e Elio Uracco.
15 G. Oliva, La Resistenza alle porte di Torino, Milano, Franco Angeli, 1989, pp. 292 e ss.
16 F. Golini, Carabinieri aviatori a Torino. Album di memorie, immagini, testimonianze, Torino, Associazione
Nazionale Carabinieri - Sezione “Generale M.O.V.C. Carlo Alberto Dalla Chiesa”, 2017 p. 5.
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