Page 198 - Numero Speciale 2024-2
P. 198
I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Un primo «rigurgito» si è avuto con le varie ricerche e le vicende legate ai
cosiddetti IMI che hanno visto, nel corso del tempo, una loro riabilitazione e
3
una loro identità come membri della Resistenza, seppur svolta in modo «non
violento» e passivo.
Continuare a ridare invece una dignità ai membri delle Forze Armate che
invece parteciparono alla Resistenza in modo «attivo» è un filone ancora in divenire
e che si sta sempre più sviluppando con tesi ed opere anche di un certo spessore.
In questo frangente andare a verificare il ruolo dell’Arma dei Carabinieri
risulta tendenzialmente più ostico e difficile per tutta una serie di ragioni. In
prima istanza la tradizionale difficoltà di reperire fonti affidabili (meglio ancora
se dirette) sui fatti relativi a quegli anni stante la distruzione di carteggi che
caratterizzò il periodo. Perfino la stessa istituzione Arma dei Carabinieri, pur
4
con alcune importanti eccezioni non ha ancora completamente approfondito
il proprio ruolo nell’ambito della Resistenza del 1943 - 1945 concentrando la
propria attenzione su figure di spicco, indiscutibili (Salvo D’Acquisto, i Martiri
di Fiesole), focalizzandosi sul ruolo dei Carabinieri nell’ambito della guerra di
liberazione al seguito delle truppe anglo americane o del rinato esercito italiano
o su filoni di assoluto spessore, ma certamente non totalizzanti, come l’organiz-
zazione di Resistenza dei Carabinieri nella città di Roma. Meno approfondite, e
spesso legate a ricordi e celebrazioni a carattere locale, invece, molte delle altre
(o quasi) presenze di Carabinieri nella Resistenza.
Questo andamento storiografico, che certamente sta cambiando (l’opera
di Andrea Galli , pur non storico scientifica è comunque un enorme passo in
5
avanti, così come i diversi studi che si stanno sviluppando a livello locale sul
6
ruolo dell’Arma nel contesto resistenziale e il meritorio lavoro della pubblici-
stica scientifica dell’Arma) necessita però di essere sostenuto ed approfondito,
sia a livello locale che con opere di più ampio respiro che ragionino criticamente
sulla presenza dell’Arma e ne traccino, in qualche modo, linee generali e, perché
no, anche dei bilanci.
3 La bibliografia in merito è ormai numerosa. A riguardo M. Avagliano, M. Palmieri, Gli inter-
nati militari italiani. Diari e lettere dai lager nazisti 1943-45, Einaudi, Torino 2009, G. Schreiber,
I militari italiani internati, Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio storico. Roma, 1992, A. Natta,
L’altra Resistenza. I militari italiani internati in Germania, Einaudi, Torino 1996.
4 A. Ferrara, I Carabinieri nella Resistenza e nella guerra di liberazione, Ente editoriale per l’Arma dei
Carabinieri, Roma 1978.
5 A. Galli, Carabinieri per la libertà, Mondadori, Milano 2016.
6 Tanto per citarne alcuni, E. Ceccato, I carabinieri nella Resistenza del Grappa: il battaglione L. Giarnieri
della brigata Nuova Italia, Treviso, Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea
della Marca trevigiana, 1994, di cui un estratto è presente in questo Numero Speciale, L.
Giannechini, L’Arma dei carabinieri per la libertà, Lucca, a cura dell’Amministrazione provinciale, 1998.
196

