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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  g) osservanza dei bandi emanati dai comandi partigiani;
                  h) servizi di corriere e di porta ordini;
                  i) mantenimento dell’ordine pubblico per la sicurezza dei cittadini.
                  I nuclei di polizia partigiana assolvevano tutti i compiti sopracitati. Inoltre, per salva-
             guardare la formazione dalle azioni nazi-fasciste e in particolare dell’attività spionistica, veni-
             va istituito un servizio informativo dal Comando Polizia Divisionale disimpegnato da provetti
             sotto ufficiali dei carabinieri che controllavano il movimento delle truppe repubblicane e tedesche
             dei presidi di Asti-Casale-Torino-Chivasso e Vercelli e quasi giornalmente si recavano perso-
             nalmente nei vari centri dove esistevano tali presidi nemici e raccoglievano utili notizie pren-
             dendo contatti con informatori del luogo e rientravano in sede a Cocconato a riferire [...] tutte
             le notizie utili al servizio informativo venivano compendiate in un bollettino e diramate gior-
             nalmente al Comando di Divisione ed a tutte le altre formazioni partigiane della giurisdizione
             [...]. Altro particolare servizio informativo veniva svolto col Comando Alleato dell’Italia libe-
             rata al quale ogni due giorni si segnalavano gli spostamenti delle truppe nazi-fasciste del
             Piemonte, a mezzo della radio clandestina della Divisione [...]. Gli stessi Comandi alleati,
             giunti dopo la Liberazione, hanno avuto parole di compiacimento nei riguardi della Polizia
             Partigiana della Monferrato, autorizzando, in deroga agli ordini da essi impartiti, il funzio-
             namento dei nuclei di Polizia Partigiana costituiti da elementi dell’Arma dei carabinieri [...].
             Difatti tali nuclei di polizia continuarono a funzionare sotto forma di vere stazioni di cara-
             binieri, su richiesta del Comando Alleato di Cossombrato (Asti) fino al 23 maggio 1945.

             b) Coraggio e presenza territoriale
                  Direttamente impegnato nella Resistenza, Silvio Ceva, nato a Tortona nel
             1919. Tenente a Trieste, fuggì dalla caccia dei tedeschi, raggiunse la Val Grue e
             Val  Curone,  accusato  di  diserzione,  ricercato  dalla  GNR,  si  unì  al  CLN  di
             Tortona. Operò a Dernice con le formazioni comandate da Franco Anselmi
             Marco. Entrò nella banda partigiana Cichero e poi nella brigata Garibaldi, a giu-
             gno 1944 divenne comandante della brigata Garibaldi Arzani. Partecipò attiva-
             mente e con capacità organizzative di attacco alle azioni di Pertuso a Cantalupo
             Ligure,  di  Garbagna  e  di  San  Sebastiano  Curone,  di  Brignano  Frascata,  di
             Montemarzino e Casasco, di Viguzzolo.
                  Alessandro Battaglino, nato a Ponti nel 1908, vicebrigadiere alla stazione
             carabinieri  di  Caluso  (TO).  Entrò  a  far  parte  della  II  brigata  Garibaldi  A.
             Pensiero, con il nome di battaglia Giglio, fra il Cavesano e la Valle d’Aosta. A
             giugno, con altri 25 carabinieri della stazione di Ivrea, si unì alla formazione par-
             tigiana Caralli e crearono un nuovo distaccamento al comando del carabiniere
             Erminio Foscolo. Il gruppo, il 26 giugno 1944 attaccò e occupò il Distretto
             Militare di Ivrea, catturò 70 prigionieri tedeschi e militi della San Marco.


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