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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Nel Monferrato, dopo il 25 luglio 1943 e dopo l’occupazione tedesca, non
più in servizio, sostenne anche economicamente, con altri imprenditori locali, le
prime espressioni di dissenso all’occupazione tedesca; diede avvio alla prima
formula di un comitato insurrezionale poi CLN, contribuì alla creazione della
prima banda partigiana casalese, coordinando alcuni storici antifascisti e for-
mando i primi giovani. La banda si trasferì ad Arcesa di Brusson, sul Col di Joux.
Veduti venne poi catturato a dicembre 1943, rimase in carcere ad Aosta
fino al 23 aprile 1944, poi trasferito alla Nuove di Torino. Qui fuggì dall’infer-
meria e raggiunse il figlio Melchior, comandante partigiano del battaglione
Monterosso nella I Divisione Giustizia e Libertà guidata da Andrea Viglione,
nel cuneese. Come antifascista e animatore dei giovani partigiani lo ricorda bene
Attilio Manassero, nella ricostruzione delle origini della banda Lenti di
Camagna Monferrato. La Banda Lenti venne catturata e poi fucilata (27 giovani
partigiani) a Valenza nel settembre 1944.
Manassero (1924, componente della formazione Lenti fin dall’inizio)
ricorda: A Casale c’era un maggiore dei carabinieri che mi ha detto: guardi che a Camagna
ci sono già i partigiani [...] ci sono già quelli che stanno formando [...] guardi che a Camagna
la gente cerca di organizzare. Allora non si sentiva ancora parlare, qua nel Monferrato, di
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partigiani e tutte ste cose qua; non sapevano ancora nemmeno cos’erano sto cose qua, capisce .
Creò un sistema capillare di raccolta informazioni, alimentato da una rete
di carabinieri, denominato Servizio Informazione Partigiano (SIP); fu molto
apprezzato dal CLNAI anche dalle Forze Alleate, redasse e distribuì bollettini
informativi segreti periodici che permisero alle formazioni partigiane azioni di
grande efficacia o di sventare attacchi e saccheggi alla popolazione. Il SIP con-
fluì poi nel Servizio Informazioni Militari per il Nord Italia (SIMNI), con la
guida di Aminta Migliari Giorgio e braccio destro Ennio Pistoi, partigiano delle
Valli di Lanzo e agente dell’intelligence resistenziale nell’area torinese. Veduti fu
ferito durante la liberazione di Cuneo. Morì nel 1972 a Casale Monferrato 7.
Martino Veduti fu carabiniere, antifascista, animatore e organizzatore parti-
giano, responsabile del servizio informazioni SIP della V Zona del Piemonte, in
pieno raccordo con i servizi alleati del SOE e dell’OSS. Nome di battaglia V14.
6 Si vedano: D. Borioli, La Banda Lenti: partigiani e contadini in un paese del basso Monferrato, ISRAL,
Alessandria, 1984; S. Favretto, Resistenza e nuova coscienza civile. Fatti e protagonisti nel Monferrato
casalese, Edizioni Falsopiano, Alessandria, 2009; PF. Manca (a cura), Valenza: la storia, le storie,
Alessandria, ISRAL, 2016.
7 Sulla figura e ruolo di Veduti si segnala Arnaldo Ferrara (a cura) con il saggio, I Carabinieri
nella Resistenza e nella Guerra di Liberazione, edito dall’Arma nel 1978. Più recentemente Sergio
Luzzatto con il volume Partigia, edito nel 2013 da Mondadori, Frediano Sessi con Il lungo viag-
gio, di Primo Levi, edito nel 2013 da Marsilio, Andrea Galli, Carabinieri per la libertà. L’Arma
nella Resistenza: una storia mai raccontata, edito da Mondadori, 2016.
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