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I CARABINIERI NELLA RESISTENZA IN PIEMONTE




                    Dopo l’incipit di fine 1943, in Piemonte, certamente l’anno 1944 è da con-
               siderarsi  l’arco  temporale  più  denso  e  costruttivo  della  lotta  di  Liberazione.
               L’antifascismo si consolidò e si diffuse anche tra frange di popolazione prima
               incerta, nacquero le prime bande e poi formazioni partigiane, mentre la RSI e i
               tedeschi occupanti conobbero sistematici attacchi e offensive. Proprio nel 1944
               si manifestarono le differenti Resistenze, territorio per territorio, fino alla crea-
               zione del CLNRP, al CMRP, al CLNAI e al CVL.
                    In alcune zone, gli ex militari e carabinieri diedero origine a formazioni
               partigiane autonome; in altre aree, quando e dove la presenza tedesca occupante
               divenne più organizzata e determinata, s’inserirono nelle prime formazioni par-
               tigiane già operative.
                    In Piemonte, la genesi della Resistenza non fu omogenea, in ragione della
               specificità  geografica  e  socio-economica  del  territorio  (masse  operaie  nelle
               grandi città, contadini e artigiani in periferia), del non identico insediamento dei
               comandi tedeschi e fascisti, della caratterizzazione culturale e antifascista della
               popolazione di città e delle campagne, del ruolo del mondo cattolico e dei gio-
               vani renitenti alla leva, dei molteplici collegamenti con la Liguria e la Francia,
               della più o meno marcata incisività dell’ideologia politica.
                    Le prime bande partigiane, ancora micro-gruppi e non organizzati, sorse-
               ro in modo spontaneo con un consistente apporto di ex militari dell’Esercito
               Regio, della Cavalleria, della Marina, ex Alpini, ex Aviatori come le formazioni
               di  Enrico  Martini  Mauri,  di  Piero  Balbo  Poli,  di  Benvenuto  Revelli  Nuto,  di
               Alfredo Di Dio, di G. Battista Toselli Otello, di Pompeo Colajanni Barbato, di
               Gherardo Guaschino. Dalla Francia, la IV Armata italiana comandata dal gene-
               rale  Mario  Vercellino  si  sciolse  e  molti  militari  raggiunsero  il  Piemonte  e  la
               Liguria, inserendosi poi nelle varie e costituendi formazioni.
                    L’adesione  dei  carabinieri  alla  Resistenza  non  fu  immediata,  a  ridosso
               dell’8  settembre  vi  furono  solo  alcuni  primi  episodi  anche  se  significativi.
               Nell’incertezza generale, i carabinieri mantennero le posizioni nelle varie stazio-
               ni periferiche sul territorio piemontese, quale presidio per una parvenza di ordi-
               ne pubblico. Settimana dopo settimana, tuttavia, crebbe la paura di un ritorno
               fascista pieno con la RSI e della durezza e prevaricazione dei tedeschi occupan-
               ti. Salvo pochi casi isolati di nostalgia fascista, fra le stazioni di carabinieri e la
               popolazione nacque una coraggiosa collaborazione sottotraccia. I carabinieri
               non risposero affatto alle pressioni delle milizie neofasciste della RSI.


                    di Torino, con prefazione di Guido Guazza, Franco Angeli editore, Milano, 1989. Ed ancora
                    Michele Florio, Resistenza e Liberazione nella provincia di Torino. 1943-1945, edito da Gribaudo,
                    Torino, 1993.

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