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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
1. Primi episodi di dissenso e offensiva alla RSI, ai tedeschi occupanti
In Piemonte, l’occupazione tedesca fu immediata e radicale, grazie anche
alle ingenti forze tedesche presenti nei territori e a ridosso del confine con la
Liguria e la Lombardia. Dopo il 25 luglio, dalla Francia si diressero in Italia le
Divisioni tedesche n. 73 , 94 , 305 . In Lombardia era presente la 65 Divisione
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tedesca.
Nel centro-nord occupato dai tedeschi in modo capillare, con mezzi e
uomini, comandi e controlli sulle vie di comunicazione stradali e ferroviarie, i
carabinieri vennero pressati e costretti ad aderire e rinforzare le milizie della
nuova RSI. L’obiettivo dei repubblichini era quello di fondere ed annettere i
carabinieri con le formazioni fasciste della RSI.
A Tortona, già il 9 settembre si ebbe un primo fatto eclatante. All’ingresso
di Palazzo Orsi, sede del Comando Aeronautica militare, il carabiniere Giosuè
Sammartin e l’aviere Raffaele Esposito ebbero l’incarico di impedire ogni acces-
so. Il Comando era sorvegliato da molti carabinieri e avieri. I tedeschi attacca-
rono il Comando, vi fu uno scontro coraggioso. Sammartin e Esposito spara-
rono ai tedeschi fino a che gli altri carabinieri riuscirono ad attivare una mitra-
gliatrice e respingere l’attacco. Furono i primi due morti della lotta di
Liberazione in Piemonte.
Ancora il 9 settembre a Viguzzolo (AL), la stazione dei carabinieri venne
attaccata da un gruppo di tedeschi. Il carabiniere Domenico Salvatico venne
ucciso nel duro contrasto. Una terza vittima.
Il 10 settembre, ad Ormea (Cuneo), i carabinieri della locale stazione
comandata dal maresciallo maggiore Renato Conventi, i soldati del 90°
Reggimento Fanteria Deposito, altri carabinieri del XV Corpo d’Armata con il
sottotenente Edgardo Del Ponte, i carabinieri della Divisione Costiera con il
brigadiere Salvatore Gambella, tutti uniti impegnarono per l’intera giornata la
colonna corazzata tedesca che si stava dirigendo da Garessio ad Imperia. Le
forze erano impari, i tedeschi ebbero la meglio, soldati e carabinieri riuscirono
però a indebolire e ritardare il progetto tedesco.
Incertezza generale, dissenso, chiaro contrasto si estesero presto. I carabi-
nieri fecero sabotaggio, disubbidirono ai comandi tedeschi, si congedarono e
fuggirono dalle caserme, interpretarono le attese delle popolazioni, permisero
accessi alle armi e munizioni simulando attacchi dai partigiani. In molti casi ven-
nero accusati dai tedeschi di tradimento per non aver sparato alcun colpo. Vi
sono ampie documentazioni della scelta assunta .
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1 Merita segnalazione il saggio di Gianni Oliva, I Carabinieri. 1814-2014. Duecento anni di storia,
Daniela Piazza Editore, Torino, 2014, pp. 263-271; sempre di G. Oliva, La Resistenza alle porte
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