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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Il carabiniere Giuseppe Musso, partigiano del Gruppo Monviso, durante
             un conflitto contro con un drappello di tedeschi nei pressi di Gassino Torinese,
             venne catturato e poi fucilato a Cimena Torinese.
                  Ancora carabiniere è Aldo Porro, nato a Vignale nel 1919, soprannomina-
             to “Lepre” operò nell’area di Fubine, inquadrato nella 79° Brigata Garibaldi e
             poi nella 107° Garibaldi. Venne ucciso in combattimento il 3 aprile 1945.
                  Merita ricordo Luigi Sandiano (nato nel 1914 a Serralunga di Crea) cara-
             biniere, fu comandante della Brigata XLI bis della Divisione Patria, sopranno-
             minato “Cesare”. Operò nel Monferrato, da agosto 1944 alla Liberazione.
                  Ed ancora Giuseppe Accatino, nato a Camagna, si arruolò nell’Arma dei
             carabinieri nel 1943, di famiglia contadina. Dopo l’armistizio, si inserì operati-
             vamente nella formazione dei fratelli Lenti; organizzò operazioni ed attacchi
             contro i nazifascisti. Venne catturato il 12 settembre con altri 26 partigiani della
             banda Lenti, portati a Valenza e fucilati da tedeschi e fascisti. La sorella ricorda
             come venne poi sepolto con la divisa da carabiniere. Dell’eccidio di Valenza
             scrive Fenoglio in Il partigiano Johnny, edito da Einaudi nel 1978.
                  Significativa la figura e la vicenda resistenziale di Antonio Lanni, nato a
             Sant’Angelo di Cassino (Frosinone) il 1 gennaio 1924, carabiniere prima dell’8
             settembre, venne catturato e detenuto alle Nuove di Torino e poi nel carcere di
             via Ormea con Casavecchia, fuggì il 19 settembre 1944 e si inserì nella forma-
             zione Garibaldi del Monferrato, venne nuovamente catturato e incarcerato a
             Casale, poi fucilato per rappresaglia a Tortona il 27 febbraio 1945 con altri nove
             ostaggi, fra i quali Carlo Angelino di Occimiano, Giuseppe Sogno di Casale
             Monferrato e Alfio Zanello di Pontestura.
                  Ancora  da  ricordare  Giovanni  Tanio,  nato  a  Camagna  nel  1925.
             Carabiniere, già comandante della stazione di Voltaggio, costituì, nell’inverno
             1944, un nucleo consistente di carabinieri all’interno della Brigata Autonoma
             Alessandria. Il nucleo venne poi decimato con il rastrellamento tedesco e fasci-
             sta del 6 aprile 1944. Moltissimi partigiani vengono catturati e fucilati lungo il
             torrente Gorsente, a Voltaggio, al colle del Turchino. Molti altri partigiani ven-
             nero deportati in Germania. È l’eccidio della Benedicta, con un gruppo di cara-
             binieri uccisi: Pierino Melagro, Clemente Farina, Giodo Taddei, Nicolò Galioto.
             I carabinieri Settimio Giudici e Ezio Balestrazzi, catturati e interrogati, non par-
             larono e saranno uccisi sui monti di Campomorone.
                  Giuseppe Carosio, nato a Predosa nel 1916, carabiniere addetto al servizio
             di  controspionaggio,  collaborò  con  il  CLN.  Comandò  la  tenenza  di  Bra
             (Cuneo), poi occupata da tedeschi e fascisti. Carosio con altri carabinieri e par-
             tigiani attaccarono la tenenza recuperando armi e munizioni.

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