Page 190 - Numero Speciale 2024-2
P. 190

I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA



                  Molto spesso gli attacchi alle stazioni erano concordati per recuperare armi
             e munizioni, per sopprimere documenti fascisti, per disertare i bandi Graziani
             per la RSI, per coinvolgere giovani nella Resistenza. Anche nell’Astigiano, le for-
             mazioni Garibaldi, le Autonome, le Matteotti, Giustizia e Libertà, hanno accolto
             molti carabinieri, li collocarono spesso in ruoli guida. I dati si rinvengono, in
             parte nelle schede personali valutate dalla Commissione regionale per il ricono-
             scimento dell’attività di partigiano nella Banca dati partigianato piemontese (oggi
             versati nel fondo Ricompart dell’Archivio Centrale Stato), in altra parte nei con-
             tributi di memorie e documenti personali.
                  Il 1944 fu anno determinante, per la durezza dei tedeschi occupanti e della
             RSI con le varie milizie fasciste. Fu anno determinante per l’organizzarsi della
             Resistenza, grazie anche agli aiuti alleati.
                  Alcuni protagonisti fra le colline astigiane: Francesco Cordero, detto Ceka,
             vicebrigadiere  poi  nelle  formazioni  Matteotti  e  Divisione  Autonoma  Asti;
             Pasquale Bolle, carabiniere; Giuseppe Stroppiana, detto Giorgio, maresciallo;
             Sesto  Fornaro,  appuntato,  partigiano  della  II  Divizione  Giustizia  e  Libertà,
             muore in combattimento in Val Varaita il 14 settembre 1944; Pietro Perotto,
             carabiniere,  partigiano  della  VII  Divisione  Autonoma,  catturato  e  spedito  a
             Mauthausen, poi morto a Gusen nell’aprile 1945; il brigadiere Luigi Maggiore,
             in Giustiza e Libertà, fucilato a Felizzano il 1 dicembre 1944; il vicebrigadiere
             Giovanni Ansaldi, partigiano ucciso a Torino il 27 aprile 1945; Carlo Carena,
             carabiniere partigiano nella  IX Divisione Garibaldi Imerito, catturato e fucilato
             il 31 gennaio 1945 a Bistagno; Lino Corrado, carabiniere e partigiano della IV
             Divisione Garibaldi, catturato e ucciso il 15 marzo 1945; Amerigo Gianoglio,
             partigiano nella Garibaldi con il nome Lupo, poi nella Divisione Autonoma
             VIII Asti, ancora poi in Giustizia e Libertà; il carabiniere Secondo Aschiero,
             partecipa alla Brigata Autonoma Rocca d’Arazzo della II Divisione Langhe gui-
             data da Piero Balbo, il Poli di Fenoglio, partecipa attivamente alla Liberazione
             ad  Asti;  Attilio  Prunotto,  detto  Attila,  carabiniere  e  partigiano  combattente,
             comandante di formazione fino alla Liberazione .
                                                           11

             c) Un contributo determinante per la Libertà
                  Molto  ampia  è,  dunque,  la  sequenza  di  figure  di  carabinieri-partigiani  in
             Piemonte. Un’antologia solo in parte qui richiamata, ma suscettibile di integrazioni.

             11   Per i molti riferimenti biografici dei carabinieri e partigiani qui esposti, si è attinto alla Banca dati
                  del partigianato piemontese nel sito WWW.Istoreto.it, banca dati oggi versata nel fondo Ricompart
                  dell’Archivio Centrale dello Stato, portale Partigiani d’Italia. Si veda pure C. Dellavalle, (a cura), Con
                  le armi senza le armi. Partigiani e resistenza civile in Piemonte, Torino, Agorà, 1995. C. Dellavalle, (a cura),
                  L’armistizio dell’8 settembre. Voci e silenzi di una tragedia italiana (1943-1945), Torino, Celid, 2008.

             188
   185   186   187   188   189   190   191   192   193   194   195