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I CARABINIERI DEL 1944 - LE RESISTENZE AL REGIME COLLABORAZIONISTA
Molto spesso gli attacchi alle stazioni erano concordati per recuperare armi
e munizioni, per sopprimere documenti fascisti, per disertare i bandi Graziani
per la RSI, per coinvolgere giovani nella Resistenza. Anche nell’Astigiano, le for-
mazioni Garibaldi, le Autonome, le Matteotti, Giustizia e Libertà, hanno accolto
molti carabinieri, li collocarono spesso in ruoli guida. I dati si rinvengono, in
parte nelle schede personali valutate dalla Commissione regionale per il ricono-
scimento dell’attività di partigiano nella Banca dati partigianato piemontese (oggi
versati nel fondo Ricompart dell’Archivio Centrale Stato), in altra parte nei con-
tributi di memorie e documenti personali.
Il 1944 fu anno determinante, per la durezza dei tedeschi occupanti e della
RSI con le varie milizie fasciste. Fu anno determinante per l’organizzarsi della
Resistenza, grazie anche agli aiuti alleati.
Alcuni protagonisti fra le colline astigiane: Francesco Cordero, detto Ceka,
vicebrigadiere poi nelle formazioni Matteotti e Divisione Autonoma Asti;
Pasquale Bolle, carabiniere; Giuseppe Stroppiana, detto Giorgio, maresciallo;
Sesto Fornaro, appuntato, partigiano della II Divizione Giustizia e Libertà,
muore in combattimento in Val Varaita il 14 settembre 1944; Pietro Perotto,
carabiniere, partigiano della VII Divisione Autonoma, catturato e spedito a
Mauthausen, poi morto a Gusen nell’aprile 1945; il brigadiere Luigi Maggiore,
in Giustiza e Libertà, fucilato a Felizzano il 1 dicembre 1944; il vicebrigadiere
Giovanni Ansaldi, partigiano ucciso a Torino il 27 aprile 1945; Carlo Carena,
carabiniere partigiano nella IX Divisione Garibaldi Imerito, catturato e fucilato
il 31 gennaio 1945 a Bistagno; Lino Corrado, carabiniere e partigiano della IV
Divisione Garibaldi, catturato e ucciso il 15 marzo 1945; Amerigo Gianoglio,
partigiano nella Garibaldi con il nome Lupo, poi nella Divisione Autonoma
VIII Asti, ancora poi in Giustizia e Libertà; il carabiniere Secondo Aschiero,
partecipa alla Brigata Autonoma Rocca d’Arazzo della II Divisione Langhe gui-
data da Piero Balbo, il Poli di Fenoglio, partecipa attivamente alla Liberazione
ad Asti; Attilio Prunotto, detto Attila, carabiniere e partigiano combattente,
comandante di formazione fino alla Liberazione .
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c) Un contributo determinante per la Libertà
Molto ampia è, dunque, la sequenza di figure di carabinieri-partigiani in
Piemonte. Un’antologia solo in parte qui richiamata, ma suscettibile di integrazioni.
11 Per i molti riferimenti biografici dei carabinieri e partigiani qui esposti, si è attinto alla Banca dati
del partigianato piemontese nel sito WWW.Istoreto.it, banca dati oggi versata nel fondo Ricompart
dell’Archivio Centrale dello Stato, portale Partigiani d’Italia. Si veda pure C. Dellavalle, (a cura), Con
le armi senza le armi. Partigiani e resistenza civile in Piemonte, Torino, Agorà, 1995. C. Dellavalle, (a cura),
L’armistizio dell’8 settembre. Voci e silenzi di una tragedia italiana (1943-1945), Torino, Celid, 2008.
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