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SCIENTIAE
Era il giorno dopo Natale e molti turisti si trovavano sulle spiagge thailan-
desi per le vacanze, quando il devastante e inaspettato impatto spazzò via interi
villaggi, resort turistici e, soprattutto, provocò più di cinquemila morti solo in
quelle aree, di cui circa la metà turisti stranieri, con tremila dispersi.
L’evento naturale, ritenuto ad oggi il più devastante del secolo, oltre ad
aver profondamente segnato la storia contemporanea, ha comunque indotto
tutte le comunità internazionali ad adottare significativi cambiamenti nella
gestione delle emergenze e dei disastri naturali. Ogni nazione costiera dispone
ormai di un efficace sistema di allerta tsunami associato a paralleli protocolli di
evacuazione e gestione delle emergenze.
Phuket city. Patong Beach. L’evento
(Fonte: Archivio autore)
In quella circostanza che colse tutti impreparati, i molti, troppi morti, crea-
rono problematiche gestionali anche per i Paesi tecnologicamente più attrezzati
e qualsiasi attività, anche la più semplice, divenne complicata, così come furono
le parallele procedure di riconoscimento delle numerose vittime sottoposte ad
un tumultuoso processo di degenerazione a causa delle sfavorevoli condizioni
climatiche ambientali. Da quel disastro emerse definitivamente la consapevolez-
za di adottare delle procedure operative standardizzate, prendendo spunto
anche dalla recente esperienza dei devastanti attentati del 2001 alle torri gemelle
di New York, definendo quelli che oggi sono i protocolli “standardizzati” e affi-
dabili, mutuabili anche nei casi di disastri aerei, navali e per persone scomparse.
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