Page 99 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
Tuttavia, a fronte di questo atteggiamento proattivo e progressista da parte
di alcuni uf ciali, che si sono posti all’avanguardia nel promuovere la consapevo-
lezza e l’applicazione della psicologia nell’ambito militare, ci si trova di fronte a
una realtà contrastante. La maggior parte delle espressioni della cultura organiz-
zativa militare mostrano una certa resistenza nel recepire queste gemme di inno-
vazione e ammodernamento. Con ogni probabilità, la complessità delle gerarchie
e delle procedure decisionali, la minor f essibilità delle strutture organizzative e la
presenza di una cultura del forte “adattamento” alle prassi consolidate possono
aver svolto un ruolo frenare all’emergere e alla dif usione delle nuove idee e delle
nuove pratiche. Questo aspetto già lo poneva in evidenza in un articolo dell’allora
tenente colonnello Aldo Ferrari, vecchio selettore, nonché appassionato di tale
materia il quale si rammarica poiché riteneva:
di conoscere abbastanza a fondo il problema, avendo prestato servizio per 6
anni, prima presso il centro di psicologia applicata all’esercito e, successivamente,
presso la Divisione selezione attitudinale, devo, purtroppo riconoscere, di aver avuto
qualche delusione nelle visite effettuate presso i gruppi selettori e presso i corpi per con-
trollare l’esatta applicazione delle norme emanate dalle autorità centrali.
L’impressione che ho avuto è stata quella che, in alcuni reparti, la selezione attitudi-
nale non è apprezzata nel suo giusto valore oltre ad essere ancora poco conosciuta,
nonostante si diventata oramai maggiorenne avendo superato i 20 anni di applica-
zione. perché, mi sono chiesto, questa persistente – anche se localizzata – sfiducia nella
selezione che, bene o male, deve pur aver apportato notevoli vantaggi se, dopo 20 anni
di vita, anziché essere abolita è stata legalizzata con l’abbinamento Leva = selezione
ed inoltre è stata resa determinante (e non più orientativa come lo era fino al 1961)
per l’ammissione all’accademia Militare di Modena? La risposta è abbastanza
semplice: la maggior parte di coloro che non crede nella selezione o lo fa per errati pre-
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concetti, o, più probabilmente, perché la conosce soltanto superficialmente .
Il Tenente Colonnello Michele Miglionico, esperto nel campo della selezio-
ne psicoattitudinale, nel 1968 solleva un punto di notevole interesse riguardante
l’approccio alla Batteria psicodiagnostica per la selezione delle reclute messa
appunto dall’Istituto nazionale di Psicologia nel Consiglio nazionale, conosciuta
con di Batteria I.n.P. 58 .
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126 A. Ferrari, 1968.
127 M. Miglionico, 1968. “Questa è una batteria [Batteria I.n.P. 58] con possibilità diagnostiche
sulle seguenti dimensioni della personalità: intelligenza generale, fattore spaziale, capacità di osser-
vazione, rapidità psicomotoria, precisione motoria, capacità di adattamento e di apprendimento
in situazione nuove, controllo emotivo, volenterosità, cultura generale e cultura specif ca. I risul-
tati forniti dai soggetti in ogni reattivo, e poi tradotti in punteggi Standard, conf uiscono in un
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