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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    La batteria I.n.P. 61 ovviamente comprende reattivi di livello superiore,
               come  per  esempio,  quelli  di  competenza  verbale  di  livello  superiore  (VELS),
               oppure di matrici geometriche (MGE).
                    Le operazioni di selezione si concludevano con il colloquio del candidato
               ef ettuato con l’uf  ciale perito selettore. nel corso del colloquio, l’uf  ciale som-
               ministrava individualmente un reattivo non verbale che era un adattamento sem-
               plif cato del “disegno con i cubi di Kohs”. Sulla base del rendimento delle prove
               obiettive e dell’osservazione diretta del comportamento tenuto dal candidato in
               sede di colloquio, il perito selettore perveniva ad una formulazione del modo di
               essere generale della persona. E, in funzione di questo quadro di elementi a sua
               conoscenza, esprimeva un dato di previsione del possibile impiego in servizio del
               soggetto esaminato.
                    La selezione attitudinale, nonostante sii una introduzione innovativa nel-
               l’ambio della selezione dei militari, basata su metodiche standardizzate e omoge-
               neizzate,  tuttavia  non  era  immune  da  “errori”.  Al  riguardo  il  Cap  Giuseppe
               Vitali, in un articolo della Rivista Militare del 1969 dedicato alla selezione attitu-
               dinale riporta che:
                    indubbiamente le previsioni della selezione non potranno pervenire ad essere
               immuni da errore in quanto sia il perito selettore sia l’esaminato sono degli esseri
               umani e pertanto soggetti ad errare. peraltro una approssimazione dell’85% è da con-
               siderarsi valida, specie per la maggior elasticità intrinseca al nuovo metodo, potrà cer-
               tamente essere riscontrata se, come auspicabile, i quadri preposti all’addestramento dei
               reparti, prima di emettere un giudizio sugli uomini loro affidati, adotteranno criteri
               di valutazione simili a quelli adottati in sede di selezione (specie per quanto concerne
               le cause di errori intuitivi) così da poter prevenire, attraverso una valutazione quanto
               più vicina possibile alla realtà, serena e scevra da qualunque pregiudizio, ad una
               sostanziale correlazione dei giudizi formulati in sede di previsioni selettive (leggasi
               predesignazione) e di valutazione del rendimento individuale al termine dell’appren-
                       124
               dimento
                    La  formazione  in  psicologia  apportava  all’uf  ciale  perito  Selettore
               Attitudinale le competenze necessarie per valutare le caratteristiche psicologiche
               dei  candidati.  Per  questa  ragione  era  necessario  che  l’uf  ciale  acquisisse  una
               padronanza dei principi alla base dei test psicologici, delle loro modalità di som-
               ministrazione e delle tecniche di interpretazione dei risultati. In altri termini l’uf-
               f ciale Perito Selettore doveva possedere una conoscenza di psicologia, con parti-
               colare riguardo alla psicologia del lavoro e alla psicometria.


               124 G. Vitali, 1969.

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