Page 93 - Rassegna 2024-4 supplemento
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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
Dal canto loro, le Forze Armate erano fortemente interessate dalle costanti
tendenze all’innovazione che si susseguivano in campo militare e al continuo raf-
forzamento delle proprie capacità tecnologiche. A ragione di ciò, avevano la
necessità di indagare, quanto prima possibile, in sede di visita di leva, le qualità
potenziali di cui ogni singolo cittadino, chiamato alle armi, era dotato e, quindi,
di favorire un impiego mirato delle nuove reclute in ambito militare.
negli anni Sessanta, si assiste a un raf orzamento della collaborazione tra il
Consiglio nazionale delle Ricerche (CnR) e le Forze Armate. In particolare,
l’Istituto nazionale di Psicologia del CnR si impegnò attivamente nella ricerca e
nella promozione di strumenti per la misurazione delle caratteristiche psicologi-
che degli individui sottoposti a visita di leva. un contributo signif cativo a questa
sinergia è fornito dall’articolo pubblicato nel 1968 dal Maggiore di fanteria,
Francesco Scala, il quale of re un’analisi approfondita dei progressi compiuti
nell’ambito della selezione attitudinale all’interno dell’Esercito.
Sebbene ancora in una fase di sviluppo iniziale, rispetto all’evoluzione
attuale della psicologia applicata al lavoro, l’articolo del Maggiore Scala evidenzia
con chiarezza la predisposizione intellettuale dell’Esercito nel ricercare e applicare
le innovazioni tecnico-metodologiche del settore della selezione.
Questo impegno mirava a due obiettivi principali: da un lato, garantire il
corretto svolgimento dei compiti istituzionali, e dall’altro, valorizzare le capacità
dei giovani reclute destinate al servizio militare obbligatorio. L’Esercito, da parte
sua, aveva bisogno di strumenti di selezione più sof sticati per escludere eventua-
li individui af etti da patologie e, al contempo, individuare i candidati con le
caratteristiche psicologiche e attitudinali più adatte ai vari ruoli e compiti all’in-
terno dell’istituzione. Inoltre, l’obiettivo era quello di assegnare i giovani reclute
a incarichi che meglio rispecchiassero le loro capacità, promuovendo così il loro
sviluppo personale e professionale e, di conseguenza, l’ef cienza complessiva
dell’esercito. L’utilizzo di strumenti psicologici validati e l’adozione di criteri di
valutazione più rigorosi hanno permesso di individuare con maggiore precisione
le potenziali attitudini e le capacità dei candidati.
nel contributo di pensiero del Maggiore, emerge un dibattito interessante
sulla classificazione dei reattivi psicologici proposta all’epoca. Pur presentando
una certa imprecisione nel includere sia reattivi che metodologie di somministra-
zione in un unico elenco, l’uf ciale of re spunti di rif essione stimolanti.
Ma, sono le considerazioni teoriche avanzate su alcuni reattivi a catturare
particolarmente l’attenzione. Queste osservazioni sollevano quesiti fondamentali
sul loro utilizzo nell’ambito della valutazione psicologica.
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