Page 148 - Rassegna 2024-4 supplemento
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                  Tali  dimensioni  erano  state  individuate  a  partire  da  studi  psicolessicali,
             secondo i quali l’uomo ha codif cato in forma verbale tutte le esperienze signif ca-
             tive per la comunità, comprese, in questo caso, parole che si riferiscono alle dif e-
             renze individuali. Le cinque dimensioni elencate, quindi, corrisponderebbero alle
             macro-categorie più usate, nel linguaggio, per descrivere le diversità tra individui.
             Le cinque grandi dimensioni rappresentavano anche il punto di convergenza delle
             strutture elaborate da numerosi modelli di misura dei tratti. La teoria dei tratti
             infatti considerava, ad esempio, la dimensione dell’introversione e dell’estrover-
             sione come due estremi di un’unica linea continua. La popolazione, secondo que-
             sto approccio, si sarebbe distribuita in modo gaussiano su tale linea. Al contrario,
             la teoria dei tipi considera introversione ed estroversione come due poli distinti di
             attrazione, suggerendo una categorizzazione più dicotomica degli individui.
                  La formulazione di McCrae e Costa è particolarmente signif cativa poiché
             tenta  di  unif care  queste  prospettive  in  un  modello  comprensivo,  utilizzato
             ampiamente sia nella ricerca accademica che nelle applicazioni pratiche, come la
             selezione del personale e lo sviluppo delle competenze individuali.
                  L’importanza  delle  cinque  grandi  dimensioni  risiedeva  anche  nella  loro
             capacità di fornire una cornice teorica consistente che facilitava la comprensione
             e la predizione dei comportamenti umani in vari contesti. La loro rilevanza si
             estendeva dalla selezione del personale, all’orientamento scolastico, alla psicolo-
             gia clinica e alla ricerca scientif ca. Inoltre, la teoria dei big Five aveva aperto
             nuove strade per la psicologia della personalità, inf uenzando numerosi studi e
             ricerche successive, tra cui la Psicologia del lavoro e la Psicologia sociale, e aveva
             permesso di elaborare nuovi strumenti psicodiagnostici avanzati che of rivano
             una valutazione più articolata e appropriata delle caratteristiche individuali, con-
             tribuendo  così  a  una  migliore  comprensione  delle  dinamiche  interpersonali  e
             delle  potenzialità  individuali.  L’evoluzione  della  selezione  attitudinale,  perciò,
             aveva permesso di superare le limitazioni del passato e di costruire un processo di
             selezione più accurato e rispettoso della complessità dell’individuo.
                  Questo nuovo paradigma si basava su una valutazione multidimensionale
             secondo cui l’analisi si estendeva a molteplici aspetti, includendo tratti di perso-
             nalità, capacità cognitive, competenze emotive e motivazioni. Inoltre, si avvalo-
             rava e si coniugava bene con l’utilizzo di strumenti psicodiagnostici diversif cati
             tra cui, per esempio, test cognitivi, questionari di personalità, interviste struttu-
             rate, focus group e prove di simulazione lavorativa che vengono impiegati per otte-
             nere una visione completa del candidato sottoposto a selezione da diverse ango-
             lazioni.



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