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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Questi progressi hanno inf uito notevolmente anche sulla visione della sele-
               zione del personale, fornendo ai professionisti strumenti più avanzati per com-
               prendere la personalità dei candidati e prevedere il loro potenziale successo nel
               lavoro. Tra i modelli teorici più inf uenti di questo periodo troviamo quello dei
               cosiddetti “Cinque Grandi Fattori” (Big Five). A seguito del lavoro pionieristico
               di Cattell, che aveva dedicato gran parte della sua carriera professionale allo svi-
               luppo di un quadro teorico per la comprensione della personalità, si giunse ad
               isolare sedici tratti caratteristici e ad elaborare il questionario 16-PF per la loro
               misurazione. Sul solco tracciato da Cattell, diversi ricercatori furono motivati ad
               esaminare la struttura dei tratti di personalità e già negli anni Sessanta del secolo
               scorso  si  identif carono  cinque  fattori  relativamente  signif cativi  e  ricorrenti”.
               Questo modello all’inizio era stato ipotizzato da Tupes e Christal nel 1961, a
               seguito di una ricerca sull’Aviazione americana, ma fu sviluppato solo successiva-
               mente, negli anni ottanta - novanta, da vari autori, tra i quali Costa e McCrae
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               e Goldberg .
                    McCrae e Costa avevano postulato cinque grandi dimensioni di personali-
               tà:  l’estroversione-introversione,  gradevolezza-sgradevolezza,  coscienziosità-
               negligenza,  nevroticismo-stabilità  emotiva,  apertura  mentale-chiusura  menta-
               le .
                 173

               171 Paul T. Costa, Robert R. McCrae, 1980.
               172 L. R. Goldberg, 1981.
               173 Descrizione sintetica delle cinque grandi dimensioni di McCrae e Costa (Big Five): 1)
                   Estroversione-Introversione: questa dimensione rappresenta lo spettro che va dall’essere socievo-
                   le, energico ed estroverso all’essere introverso, riservato e rif essivo. Gli individui estroversi ten-
                   dono a ricercare l’interazione sociale, l’eccitazione e l’avventura, mentre quelli introversi predili-
                   gono la solitudine, l’introspezione e l’approfondimento. 2) Gradevolezza-Sgradevolezza: questa
                   dimensione rif ette la tendenza ad essere amichevoli, cooperativi e altruisti da un lato, oppure
                   sgradevoli, ostili ed egocentrici dall’altro. Gli individui gradevoli sono generalmente apprezzati
                   per la loro gentilezza, empatia e capacità di relazionarsi con gli altri, mentre quelli sgradevoli ten-
                   dono ad essere critici, cinici e poco collaborativi. 3) Coscienziosità-negligenza: questa dimensio-
                   ne distingue coloro che sono organizzati, meticolosi e orientati al raggiungimento degli obiettivi
                   da quelli disorganizzati, trascurati e impulsivi. Gli individui coscienziosi pianif cano le loro azio-
                   ni, gestiscono il tempo in modo ef  ciente e si impegnano a portare a termine i compiti con cura,
                   mentre quelli negligenti tendono a procrastinare, essere disordinati e avere dif  coltà a concen-
                   trarsi. 4) nevroticismo-Stabilità Emotiva: questa dimensione valuta la propensione ad ansia,
                   depressione e instabilità emotiva da un lato, oppure la capacità di mantenere una stabilità emo-
                   tiva e una gestione ef  cace dello stress dall’altro. Gli individui nevrotici tendono ad essere ansio-
                   si, irritabili e facilmente sopraf atti dalle emozioni negative, mentre quelli stabili emotivamente
                   sono  calmi,  equilibrati  e  capaci  di  gestire  le  dif  coltà  con  resilienza.  5)  Apertura  Mentale-
                   Chiusura Mentale: questa dimensione distingue coloro che sono curiosi, innovativi e aperti a
                   nuove esperienze da quelli rigidi, dogmatici e restii al cambiamento. Gli individui aperti mental-
                   mente sono generalmente interessati a nuove idee, culture e modi di pensare, mentre quelli chiu-
                   si mentalmente tendono ad attenersi a convinzioni consolidate e ad essere resistenti alle novità.

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