Page 145 - Rassegna 2024-4 supplemento
P. 145
i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione
Molti studiosi del settore si impegnarono attivamente nella ricerca di nuovi
paradigmi teorici e nella sperimentazione di nuovi strumenti diagnostici, portan-
do a una modernizzazione degli aspetti pratici che si riverberarono con successo
anche nell’ambito della selezione attitudinale.
Sebbene durante gli anni Sessanta, la psicologia di quel periodo riconosceva
sì le variabili della sequenza “lavoro - lavoratore - ambiente”, tuttavia non dispo-
neva ancora di strumenti suf cientemente adeguati per una valutazione “a tutto
tondo” dei candidati. In quegli anni, la selezione attitudinale, perlomeno quella
riferita al mondo militare, aveva lo scopo di:
accertare gli aspetti fisici e psichici dei giovani, per impiegarli nei vari inca-
richi e specializzazioni dell’esercito col minor dispendio di energie e col massimo
rendimento qualitativo possibile .
168
Quindi, la conoscenza delle caratteristiche del lavoro da svolgere conduceva
all’elaborazione di un documento che compendiava le caratteristiche richieste al
lavoratore. In questo senso vengono predeterminati i cosiddetti “prof li profes-
sionali” intesi come:
insieme di tratti e di qualità della persona, un insieme di aspetti, analitici e
globali, somato – funzionali e psicologici, che caratterizzano la personalità dell’indi-
169
viduo capace di svolgere un’attività lavorativa con un certo livello di rendimento .
Secondo i presupposti dottrinari dell’epoca, la procedura adottata dalla psi-
cotecnica prevedeva l’analisi del lavoro da svolgere e, di conseguenza, la determi-
nazione delle attitudini necessarie per compiere quel determinato lavoro. A que-
sta prima fase, seguiva quella della scelta degli strumenti psicologici da adottare
in sede di selezione ed inf ne, la fase esecutiva quella della selezione del personale.
In funzione degli strumenti psicologici adottati negli anni Sessanta , si
170
potrebbe inferire, detto in modo semplicistico, che la selezione, quant’anche
fosse stata def nita attitudinale, si indirizzava fondamentalmente alla valutazio-
ne delle singole abilità. La psicotecnica prevedeva un’analisi del lavoro e la deter-
minazione delle attitudini necessarie per svolgerlo, seguita dalla scelta degli stru-
menti psicologici da utilizzare nella selezione e inf ne l’esecuzione della selezione
stessa.
168 M. Torsiello, 1962.
169 F. Scala, 1968.
170 F. Scala, 1968, pp. 594-595: “Le dimensioni della personalità che si è ritenuto opportuno valu-
tare con indagine psicometrica sono le seguenti: a) intelligenza generale […]; b) fattore percettivo
[…]; c) fattore spaziale […]; d) fattore verbale culturale […]; e) attitudine all’apprendimento
motorio […]; f) attitudine al controllo senso-motorio […]; g) attitudini all’abilità manuale e alla
destrezza […]; h) rapidità psicomotoria […]”.
143

