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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    Molti studiosi del settore si impegnarono attivamente nella ricerca di nuovi
               paradigmi teorici e nella sperimentazione di nuovi strumenti diagnostici, portan-
               do a una modernizzazione degli aspetti pratici che si riverberarono con successo
               anche nell’ambito della selezione attitudinale.
                    Sebbene durante gli anni Sessanta, la psicologia di quel periodo riconosceva
               sì le variabili della sequenza “lavoro - lavoratore - ambiente”, tuttavia non dispo-
               neva ancora di strumenti suf  cientemente adeguati per una valutazione “a tutto
               tondo” dei candidati. In quegli anni, la selezione attitudinale, perlomeno quella
               riferita al mondo militare, aveva lo scopo di:
                    accertare gli aspetti fisici e psichici dei giovani, per impiegarli nei vari inca-
               richi e specializzazioni dell’esercito col minor dispendio di energie e col massimo
               rendimento qualitativo possibile .
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                    Quindi, la conoscenza delle caratteristiche del lavoro da svolgere conduceva
               all’elaborazione di un documento che compendiava le caratteristiche richieste al
               lavoratore. In questo senso vengono predeterminati i cosiddetti “prof li profes-
               sionali” intesi come:
                    insieme di tratti e di qualità della persona, un insieme di aspetti, analitici e
               globali, somato – funzionali e psicologici, che caratterizzano la personalità dell’indi-
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               viduo capace di svolgere un’attività lavorativa con un certo livello di rendimento .
                    Secondo i presupposti dottrinari dell’epoca, la procedura adottata dalla psi-
               cotecnica prevedeva l’analisi del lavoro da svolgere e, di conseguenza, la determi-
               nazione delle attitudini necessarie per compiere quel determinato lavoro. A que-
               sta prima fase, seguiva quella della scelta degli strumenti psicologici da adottare
               in sede di selezione ed inf ne, la fase esecutiva quella della selezione del personale.
                    In funzione degli strumenti psicologici adottati negli anni Sessanta , si
                                                                                       170
               potrebbe inferire, detto in modo semplicistico, che la selezione, quant’anche
               fosse stata def nita attitudinale, si indirizzava fondamentalmente alla valutazio-
               ne delle singole abilità. La psicotecnica prevedeva un’analisi del lavoro e la deter-
               minazione delle attitudini necessarie per svolgerlo, seguita dalla scelta degli stru-
               menti psicologici da utilizzare nella selezione e inf ne l’esecuzione della selezione
               stessa.


               168  M. Torsiello, 1962.
               169 F. Scala, 1968.
               170 F. Scala, 1968, pp. 594-595: “Le dimensioni della personalità che si è ritenuto opportuno valu-
                   tare con indagine psicometrica sono le seguenti: a) intelligenza generale […]; b) fattore percettivo
                   […]; c) fattore spaziale […]; d) fattore verbale culturale […]; e) attitudine all’apprendimento
                   motorio […]; f) attitudine al controllo senso-motorio […]; g) attitudini all’abilità manuale e alla
                   destrezza […]; h) rapidità psicomotoria […]”.

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