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                  Tuttavia, gli strumenti psicologici degli anni Sessanta si focalizzavano prin-
             cipalmente sulle abilità cognitive e psicomotorie, trascurando aspetti fondamen-
             tali come la personalità, la motivazione e le capacità relazionali.
                  Se  negli  anni  Settanta  si  regista  una  crisi  della  ricerca  psicologica  e  della
             testologia, tra gli anni ottanta e novanta, in campo psicologico, si assiste allo svi-
             luppo di nuovi paradigmi teorici che hanno of erto ulteriori prospettive per com-
             prendere la mente e il comportamento umano. Tra questi, si possono annovera-
             re, per esempio, il Cognitivismo, il Connessionismo e le neuroscienze Cognitive.
             Approcci teorici che hanno rappresentato un punto di svolta considerevole, spo-
             stando l’attenzione dal comportamentismo ai processi mentali interni. In estre-
             ma sintesi, il Cognitivismo ha elaborato una nuova idea della mente intesa come
             sistema di elaborazione delle informazioni, assimilandola, per certi versi, a un
             computer per spiegare come il cervello acquisisce, immagazzina e manipola le
             informazioni  per  generare  pensieri,  comportamenti  e  risposte.  Il
             Connessionismo, dal canto suo, ha proposto un nuovo modello basato su reti
             neurali artif ciali per spiegare la cognizione umana. Queste reti, ispirate al funzio-
             namento del cervello, sono composte da neuroni artif ciali collegati tra loro in
             modo complesso.
                  Le  neuroscienze  Cognitive  hanno  combinato  le  metodologie  delle  neuro-
             scienze con i modelli teorici della psicologia cognitiva per esplorare la base neurobio-
             logica dei processi cognitivi. Questo campo ha benef ciato dell’introduzione di tec-
             niche avanzate, come la risonanza magnetica funzionale, che ha permesso di osserva-
             re in tempo reale l’attività cerebrale durante l’esecuzione di compiti cognitivi.
                  non  meno  signif cative  sono  state  le  ricerche  in  campo  della  Psicologia
             sociale laddove l’attenzione si è concentrata sui meccanismi psicologici che sotto-
             stavano ai processi di cambiamento sociale, analizzando le motivazioni individua-
             li e collettive, i fattori di inf uenza sociale e le dinamiche di gruppo che favorivano
             o ostacolavano il cambiamento. Anche la Psicologia della comunicazione si era
             posta l’obiettivo di esaminare il ruolo della comunicazione nel promuovere o
             ostacolare il cambiamento sociale, analizzando le strategie comunicative più ef  -
             caci per sensibilizzare, informare e coinvolgere i cittadini.
                  Questo lasso di tempo pertanto è stato testimone di una signif cativa evolu-
             zione teorica e metodologica, che ha arricchito la comprensione della mente e del
             comportamento umano con nuovi paradigmi scientif ci.
                  In questo scenario, pure il campo della valutazione della personalità ha assi-
             stito a un’ondata di innovazione, con l’emergere di nuovi modelli teorici e stru-
             menti psicodiagnostici ad essi associati.



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