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i carabinieri e La psicoLogia: viaggio tra storia e innovazione




                    La neo-riconosciuta professione dello psicologo diviene una delle ragioni per
               cui negli anni novanta il comparto militare persegue la possibilità di agevolare l’as-
               sunzione di laureati in psicologia.
                    Il  reclutamento  degli  psicologi  nell’Arma  dei  Carabinieri  avveniva  quasi
               esclusivamente tramite l’arruolamento degli uf  ciali di complemento. All’epoca
               non esisteva ancora il “ruolo tecnico”, dedicato alle specialità professionali, rite-
               nute necessarie per il supporto tecnico - scientif co, per il regolare funzionamento
               dell’Istituzione. Progressivamente, si è assistita all’integrazione delle conoscenze
               tra  le  due  f gure  professionali  coinvolte  nel  reclutamento  militare:  gli  uf  ciali
               periti selettori e gli uf  ciali psicologi. ognuno, nell’ambito delle proprie compe-
               tenze, concorreva alla def nizione del provvedimento f nale per l’arruolamento
               del personale. Con il passare del tempo, si è osservata una graduale integrazione
               delle competenze tra le diverse f gure professionali coinvolte nell’arruolamento
               militare. Gli uf  ciali periti selettori, esperti nella conoscenza della cosiddetta cul-
               tura organizzativa, e nello stesso tempo, ferrati nella selezione del personale, lavo-
               ravano f anco a f anco con gli uf  ciali psicologi, i quali apportavano la loro speci-
               f ca competenza nella valutazione delle attitudini psicologiche e delle caratteristi-
               che personali dei candidati.
                    Questo processo integrazione ha permesso di arricchire e perfezionare ancor
               più le modalità di selezione, garantendo che ogni candidato fosse valutato quanto
               più  possibile  in  modo  multidimensionale.  ogni  f gura  professionale,  quindi,
               contribuiva, nell’ambito delle proprie competenze specif che, alla formulazione
               del giudizio f nale e alla def nizione del provvedimento di reclutamento. Tale col-
               laborazione ha rappresentato un passo signif cativo verso un approccio più inte-
               grato e completo nella selezione del personale, rif ettendo l’evoluzione delle esi-
               genze  operative  e  delle  competenze  richieste  all’interno  dell’Arma  dei
               Carabinieri.
                    In sostanza, un particolare evento amministrativo che ha avuto un signif ca-
               tivo impatto nello sviluppo della Pubblica Amministrazione, come si è detto, è
               stato l’emanazione della legge 241 del 1990, recante nuove norme in materia di
               procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.
               La legge chiaramente ha rappresentato un punto di svolta signif cativo per la
               Pubblica Amministrazione, in generale, e per l’Arma dei Carabinieri, in partico-
               lare, innescando un profondo processo di rif essione organizzativa. Questa legge
               ha introdotto un cambio di paradigma radicale nei rapporti tra cittadino e pub-
               blica amministrazione, ribaltando il tradizionale modello di segretezza e opacità,
               poiché,  in  precedenza,  l’attività  amministrativa  era  primariamente  focalizzata
               sulla tutela degli interessi pubblici, con un minore enfasi sulla trasparenza.

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