Page 146 - Rassegna 2024-3
P. 146

DOTTRINA




                  Le variabili dipendenti sono scelte come esplicative della parte legale di
             contante. Nello specifico si considerano:
                    il reddito pro capite;
                    il valore in Euro delle transazioni non in contante;
                    il valore pro capite delle transazioni non in contante;
                    il numero pro capite di sportelli bancari;
                    il numero complessivo delle transazioni per sportello bancario.
                  Si inseriscono poi due variabili che permettono di tener conto dell’ubica-
             zione geografica (montana o costiera). Si aggiunge una variabile che esprime il
             ruolo dell’economia sommersa. Si prende, quindi, in considerazione il numero
             di imprese edili, di commercio e di ristorazione per ogni comune. Infine, si
             aggiunge una variabile espressiva della tipologia di banca che prende in consi-
             derazione la dimensione, il tipo di attività svolta e l’ubicazione. I dati sono su
             base di filiale, comunale e provinciale. I risultati mostrano come valori elevati di
             reddito pro capite, di sportelli bancari pro capite e di transazioni elettroniche
             implichino un valore basso del valore di cash ratio. Inoltre, si ha un uso del con-
             tante maggiore nelle aree sia costiere che montane ma anche in quelle che pre-
             sentano un valore elevato di attività irregolari.
                  L’analisi  poi  procede  con  la  definizione  e  validazione  degli  indicatori  di
             rischio. In collaborazione con il ROS, si opera un confronto tra gli indicatori pro-
             dotti con l’approccio econometrico e le effettive evidenze derivanti dall’attività
             investigativa in merito alle organizzazioni mafiose. L’indicatore di rischio presenta
             un valore più elevato in quelle aree in cui tali organizzazioni operano maggiormen-
             te. In particolare, il meridione, area di origine, e le regioni settentrionali e centrali
             ove tali organizzazioni, per effetto di espansione, operano. Regione che presenta,
             nello specifico, un indicatore di rischio di riciclaggio altamente significativo è la
             Calabria con conseguente significatività anche di Lombardia, Piemonte e Liguria,
             ove l’attività criminale è stata esportata. Livelli estremamente elevati di rischio di
             riciclaggio di evidenziano in Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Umbria e Lazio.
             Alla validazione qualitativa, segue una validazione quantitativa. In particolare, pren-
             dendo di riferimento i reati di estorsione e associazione a delinquere di stampo
             mafioso e spaccio di droga, prostituzione e riciclaggio, si conferma che vi è una
             correlazione positiva tra indicatore di rischio e attività di riciclaggio e criminale.
                  Se ne conclude che i flussi di contante anomali sono un buon indicatore
             per individuare quelle aree che presentano un rischio di riciclaggio maggiore.
             Tale studio propone che tali indicatori siano utilizzati al fine di avere delle SOS
             più affidabili, orientare le indagini di polizia verso quelle aree più sensibili e,
             infine, indirizzare i controlli dell’UIF.

             144
   141   142   143   144   145   146   147   148   149   150   151