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DOTTRINA
Le variabili dipendenti sono scelte come esplicative della parte legale di
contante. Nello specifico si considerano:
il reddito pro capite;
il valore in Euro delle transazioni non in contante;
il valore pro capite delle transazioni non in contante;
il numero pro capite di sportelli bancari;
il numero complessivo delle transazioni per sportello bancario.
Si inseriscono poi due variabili che permettono di tener conto dell’ubica-
zione geografica (montana o costiera). Si aggiunge una variabile che esprime il
ruolo dell’economia sommersa. Si prende, quindi, in considerazione il numero
di imprese edili, di commercio e di ristorazione per ogni comune. Infine, si
aggiunge una variabile espressiva della tipologia di banca che prende in consi-
derazione la dimensione, il tipo di attività svolta e l’ubicazione. I dati sono su
base di filiale, comunale e provinciale. I risultati mostrano come valori elevati di
reddito pro capite, di sportelli bancari pro capite e di transazioni elettroniche
implichino un valore basso del valore di cash ratio. Inoltre, si ha un uso del con-
tante maggiore nelle aree sia costiere che montane ma anche in quelle che pre-
sentano un valore elevato di attività irregolari.
L’analisi poi procede con la definizione e validazione degli indicatori di
rischio. In collaborazione con il ROS, si opera un confronto tra gli indicatori pro-
dotti con l’approccio econometrico e le effettive evidenze derivanti dall’attività
investigativa in merito alle organizzazioni mafiose. L’indicatore di rischio presenta
un valore più elevato in quelle aree in cui tali organizzazioni operano maggiormen-
te. In particolare, il meridione, area di origine, e le regioni settentrionali e centrali
ove tali organizzazioni, per effetto di espansione, operano. Regione che presenta,
nello specifico, un indicatore di rischio di riciclaggio altamente significativo è la
Calabria con conseguente significatività anche di Lombardia, Piemonte e Liguria,
ove l’attività criminale è stata esportata. Livelli estremamente elevati di rischio di
riciclaggio di evidenziano in Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Umbria e Lazio.
Alla validazione qualitativa, segue una validazione quantitativa. In particolare, pren-
dendo di riferimento i reati di estorsione e associazione a delinquere di stampo
mafioso e spaccio di droga, prostituzione e riciclaggio, si conferma che vi è una
correlazione positiva tra indicatore di rischio e attività di riciclaggio e criminale.
Se ne conclude che i flussi di contante anomali sono un buon indicatore
per individuare quelle aree che presentano un rischio di riciclaggio maggiore.
Tale studio propone che tali indicatori siano utilizzati al fine di avere delle SOS
più affidabili, orientare le indagini di polizia verso quelle aree più sensibili e,
infine, indirizzare i controlli dell’UIF.
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