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L’IMPIEGO DI MODELLI ECONOMETRICI IN SUPPORTO DELL’ATTIVITÀ DI INTELLIGENCE
NELLA LOTTA AL FENOMENO DEL RICICLAGGIO
L’attività di indagine preliminare svolta dagli ufficiali e agenti di polizia giu-
diziaria ha come obiettivo quello di valutare che vi sia un effettivo interesse nel
compiere successiva attività investigativa e, quindi, procedere successivamente in
sede penale. In sede di pianificazione di indagine, potrebbe essere mezzo di sup-
porto l’utilizzo di tecniche statistiche ed econometriche già implementate, al fine
di dare una direzione all’organizzazione. In tema di riciclaggio, sono state ripor-
tate evidenze empiriche che mettono in relazione tale fenomeno con una serie di
variabili, che accuratamente considerate, si dimostrano essere esplicative del feno-
meno stesso. In particolar modo, l’utilizzo di modelli econometrici permette di
avere delle stime, nonché previsioni su tale fenomeno. Lo studio di tali variabili e
la comprensione in termini statistici delle analisi svolte, potrebbe rappresentare
utile strumento al fine di garantire un’organizzazione delle indagini più accurata,
in considerazione dei risultati attendibili e oggettivi dei risultati prodotti dai sud-
detti modelli. Inoltre, l’approccio statistico garantisce trasparenza nei dati e nelle
interpretazioni dei risultati ottenuti, la veridicità dei dati utilizzati poiché contenuti
in banche dati gestite da istituzioni o autorità o fornitori attendibili. Inoltre, tali
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analisi sono replicabili ed è possibile selezionare diversi filtri di ricerca in linea
con l’obiettivo di ricerca prefissato (diverso arco temporale, diverso paese…).
L’Università Cattolica del Sacro Cuore, congiuntamente alla Vrije
Universiteit Amsterdam e l’University of Leicester, hanno preso parte ad un progetto
finanziato dal Prevention of and Fight against Crime dell’UE. Altri partner sono:
il MEF;
la UIF;
il Ministero delle Finanze dei Paesi Bassi;
il Ministero della Sicurezza e Giustizia dei Pesi Bassi;
il National Police Chiefs’ Council (NPCC).
Obiettivo di tale progetto è stata l’elaborazione di un indicatore composito
del rischio, sia su base di settore che di area geografica. In particolar modo, i fat-
tori di rischio, così come riportato nel documento analizzato, sono distinti in
“minacce” e “vulnerabilità”.
Dalla guida del FATF (2013), si identifica come minaccia una o più perso-
ne, un oggetto o un’attività che ha come obiettivo il procurare un danno nei con-
fronti della società, dell’economia, dello Stato, ecc. Modus operandi è il riciclo dei
proventi illeciti. Per vulnerabilità si intendono, invece, quelle componenti che
sono funzionali al riciclaggio. Sono, quindi, vulnerabilità le caratteristiche endo-
gene ad un determinato prodotto finanziario, servizio, normativa, ecc.
11 Ovvero, disponendo dello stesso set informativo, soggetti diversi possono replicare l’analisi
ottenendo gli stessi risultati.
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