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INSERTO




                  La novella modifica altresì il d.lgs. 231/2001 introducendo gli artt. 25-septie-
             sdecies (Delitti contro il patrimonio culturale) e 25-duodevicies (Riciclaggio di beni culturali e
             devastazione e saccheggio di beni culturali e paesaggistici) , ovverosia nuovi reati che atti-
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             vano la responsabilità dell’ente, con sanzioni severe, sia a livello pecuniario che
             interdittivo. La Commissione europea, il 13 dicembre 2022, ha poi presentato il
             piano d’azione dell’UE contro il traffico di beni culturali, così come stabilito dalla
             strategia per l’Unione della sicurezza 2020-2025 e per la lotta alla criminalità orga-
             nizzata 2021-2025. L’intento è quello di sviluppare cooperazioni strutturate per
             contrastare e sostenere le indagini e il finanziamento di progetti relativi al traffico
             di beni culturali, attraverso il miglioramento della tracciabilità online dei beni.
                  In effetti, monitorare questo particolare tipo di criminalità, significa con-
             trastarla soprattutto a fronte dell’evolversi delle modalità di minaccia. Anche se
             per fa questo erano già state adottate delle misure preventive - Linee Guida del
             2014 - per la precisione si richiedeva la costituzione di inventari e database del
             patrimonio  culturale  di  ciascuno  Stato,  sistemi  informatici  per  migliorare  la
             tracciabilità di licenze di esportazione e importazione, registri elettronici delle
             transazioni commerciali di opere d’arte e antiquariato, monitoraggio delle com-
             pravendite di questi beni su Internet, possibilmente con il coinvolgimento e la
             responsabilizzazione dei gestori delle piattaforme utilizzate.
                  Nonostante questo, oggi è indispensabile un piano d’azione più vigoroso
             e congiunto tra Stati, volto alla prevenzione dei reati e al rafforzamento delle
             autorità giudiziarie, per promuovere la collaborazione internazionale, partendo
             dai paesi di origine dei beni, per poi concentrarsi sui luoghi di transito e quindi
             individuare i caratteri della filiera criminale.

             4.La prospettiva criminologico-penalistica
                  Appurato che le aggressioni ai beni culturali sono sempre più frequenti e si
             collegano a diverse situazioni e motivazioni, alle misure civilistiche, adottate in
             contrasto,  si  è  venuta  ad  aggiungere,  sul  fronte  internazionale,  una  puntuale
             richiesta di attenzione per la prevenzione e repressione delle molteplici forme di
             aggressione - dal saccheggio di siti archeologici al traffico di opere d’arte, dalla fal-
             sificazione al danneggiamento, ecc. - attraverso lo specifico strumento penale.
                  Benché vi sia la consapevolezza che questa strada, pur supportata dalla neces-
             saria cooperazione tra Stati, nello specifico tra forze di polizia e forze giudiziarie,
             risulti piuttosto accidentata a causa della dispersione di notizie a livello globale e a


             19   Caterina Iagnemma, I nuovi reati inerenti ai beni culturali. Sul persistere miope di una politica criminale
                  ricondotta alla deterrenza punitiva, in Arch. pen., 2022, p. 9; Nicola Recchia, Una prima lettura della
                  recente riforma della tutela penalistica dei beni culturali, in https://www.rivisteweb.it, 2022.

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