Page 51 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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LE FORZE ARMATE ITALIANE NEL 1943
Per questo all’inizio di ottobre decidono di disarmarli e di arrestarli. 1.500
furono i deportati in Germania, mentre alcune migliaia riuscirono a sottrarsi
alla cattura, con mille sotterfugi, spesso aiutati dalla popolazione.
“La scomparsa della divisa dei Carabinieri, dell’uniforme ancora visibile
per le vie e per le piazze, accrebbe lo scoramento della cittadinanza. Nello stes-
so tempo creò attorno alla figura del Carabiniere, del soldato devoto al giura-
mento e per questo perseguitato, un alone di rispetto e di simpatia che facilitò
la sua partecipazione alla lotta e la rapida costituzione di una specifica organiz-
zazione clandestina” .
(36)
L’organizzazione che faceva capo al generale Filippo Caruso, era collegata
con il Fronte militare clandestino di resistenza creato e diretto dal colonnello
Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, scompaginato alla fine di gennaio a
seguito dello sbarco ad Anzio e Nettuno. Anche il comando dei Carabinieri fu
duramente colpito dalla feroce repressione dei tedeschi e dei fascisti e subì l’ar-
resto di numerosi elementi, alcuni dei quali furono trucidati alle Fosse ardeati-
ne .
(37)
Tra i molti esempi di eroismo offerti dai Carabinieri in questo tragico
periodo, uno si distingue da tutti gli altri: quello che vide protagonista il giovane
brigadiere Salvo d’Acquisto che il 23 settembre a Palidoro, nei pressi di Roma,
salvò la vita a ventitre ostaggi che i tedeschi stavano per fucilare come rappre-
saglia per un presunto attentato ai loro danni, assumendosi, innocente, la
responsabilità dell’atto e accettando di essere giustiziato al loro posto. La vicen-
da, universalmente nota, è sufficiente ricordare qui come “ un atto di coraggio
e, insieme, di sublime carità, unico nel suo genere […] la convalida del senti-
mento dell’onore, spinto sino al sacrificio di cui già avevano dato prova i
Carabinieri nelle giornate dell’armistizio e immediatamente dopo” .
(38)
Complessivamente meno tragica la sorte dei militari appartenenti alle
grandi unità dislocate nell’Italia meridionale, e precisamente in Campania,
Puglia e Calabria; si trattava della 7 armata comandata dal generale Mario
a
Arisio, sulla quale gli avvenimenti di settembre influirono in maniera minore
cosicché poté fornire tratti i reparti per la riorganizzazione dell’esercito nel
Regno del sud. Qui l’ordine impartito da Cerica ai Carabinieri di ‘restare al pro-
(36) E. Piscitelli, Storia della Resistenza romana cit., p. 184.
(37) Oltre al tenente colonnello Giovanni Frignani a al capitano Raffaele Aversa, protagonisti della
cattura di Mussolini, caddero il tenente colonnello Manfredi Talamo, il maggiore Ugo De
Carolis, i tenenti Genserico Fontana e Romeo Rodrigues Pereira, il maresciallo Franco Pepicelli,
i brigadieri Candido Manca e Gerardo Sergi, il corazziere Calcedonio Giordano, i carabinieri
Augusto Renzini e Gaetano Forte; cfr. G. Oliva, Storia dei carabinieri cit., pp. 209-210 e 286.
(38) E. Piscitelli, Storia della Resistenza romana cit., pp. 181-182.
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