Page 55 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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LE FORZE ARMATE ITALIANE NEL 1943
Sotto il primo aspetto, le forze a disposizione consistevano in nove
Divisioni mobili, dodici divisioni e due Brigate costiere, oltre a numerose unità
minori, tutte raggruppate in cinque Corpi d’Armata; con oltre 400 mila uomini.
Si trattava di una forza non trascurabile; gran parte delle divisioni dispo-
nibili, però, erano male armate e male equipaggiate e le migliori si trovavano in
Sardegna e in Corsica e perciò difficilmente utilizzabili poiché i mezzi di tra-
sporto erano in mano agli Alleati. Non stavano meglio le altre Forze Armate.
L’aeronautica, ripartiva dai circa 250 velivoli recuperati, una parte soltanto dei
quali era impiegabile. Oltretutto, l’assenza di industrie aeronautiche al sud ren-
deva problematica la disponibilità di parti di ricambio. Migliori dal punto di
vista materiale le condizioni della marina, essendo quasi intatta la forza dispo-
nibile, ma di fatto inutilizzabile in quanto in mano agli Alleati .
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Non meno delicata si presentava la situazione sotto il profilo morale, dove
occorreva operare in profondità per assistere il personale nei suoi bisogni più
elementari e per orientare la truppa, ma anche i quadri, sul nuovo clima politico
e sui doveri che ne derivavano per tutti gli italiani e, in particolare, per chi indos-
sava una uniforme. Ma questo era il punto dolente, poiché ormai era diffusa
l’opinione che, non solo la guerra era finita per l’Italia, ma che fosse anche ter-
minata l’epoca degli obblighi militari e che il soldato l’avrebbero fatto soltanto
i volontari. Si trattava di un virus contagioso ed estremamente pericolo che
avrebbe potuto destabilizzare definitivamente le Forze Armate, l’istituzione che
in quel momento rappresentava lo stato italiano agli occhi degli Alleati, proprio
nel momento in cui si chiedeva insistentemente di poter combattere al loro
fianco. A fare le spese di questo ambiente difficile fu proprio il primo reparto
di cui fu autorizzata la costituzione alla fine di settembre, il Primo
Raggruppamento Motorizzato. La piccola unità forte di circa cinquemila uomi-
ni, dopo un periodo di faticosa preparazione, tra difficoltà organizzative, diser-
zioni, malcelate ostilità politiche , entrò in linea l’8 dicembre su Montelungo .
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A rendere difficile la situazione politico-diplomatica a Brindisi nelle ultime set-
timane del 1943, contribuirono anche alcuni equivoci, in parte retaggio delle
vicende armistiziali, che caratterizzarono i rapporti del governo e dei vertici
militari italiani con gli Alleati.
(50) Per l’esercito cfr. G. Conti, Il Primo Raggruppamento motorizzato cit., pp. 5 e ss.; La ricostituzione
del Regio esercito dalla resa alla liberazione. 1943-1945, Rodorigo, 2018. Per l’aeronautica e la mari-
na cfr. i già citati Massimo Lodi, L’Aeronautica nella guerra di liberazione, 1943-1945, e La Marina
italiana nella seconda guerra mondiale.
(51) Cfr. G. Conti, Il Primo Raggruppamento motorizzato cit.; La Riscossa dell’Esercito. Il Primo
Raggruppamento motorizzato. Monte Lungo, Atti del Convegno di studio, Cassino 6-7 dicembre
1993, Associazione nazionale combattenti della Guerra di Liberazione inquadrati nei Reparti
regolari della Forze armate, Roma, 1994.
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