Page 49 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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LE FORZE ARMATE ITALIANE NEL 1943




                    È  il  caso  della  divisione  “Pinerolo”,  comandata  dal  generale  Adolfo
               Infante che l’11 settembre firmava un “Patto di cooperazione” con i rappresen-
               tanti delle forze della resistenza greca, e della Missione militare britannica. Tra
               mille difficoltà, anche interne alla divisione dove esistevano sacche di opposi-
               zione a questa scelta, l’accordo fu portato avanti fino alla metà di ottobre, quan-
               do l’aggravarsi dello scontro fra le diverse componenti della resistenza greca da
               una parte e del loro conflitto con i comandi alleati dall’altra, portarono al disar-
               mo della  “Pinerolo” e al suo dissolvimento .
                                                          (28)
                    Fino a metà di novembre si protrasse la resistenza nelle isole dell’Egeo,
               Coo, Samo e Lero, dove si ebbero i combattimenti più duri con perdite ammon-
               tanti a oltre mille uomini. Fra il 22 e il 25 settembre si era compiuto a Cefalonia
               e a Corfù il sacrificio della divisione “Acqui”: colpevole di avere resistito fino
               all’ultimo alle preponderanti forze tedesche la divisione fu sottoposta a una
               feroce, proditoria rappresaglia che costò la vita a più della metà degli 11 mila
               superstiti  dei  precedenti  combattimenti .  Alla  vendetta  tedesca  si  affiancò
                                                       (29)
               quella del governo di Salò esercitata nei confronti degli ammiragli Campioni,
               comandante superiore dell’Egeo e Mascherpa, comandante di Lero: catturati
               dai tedeschi, furono consegnati ai lori alleati fascisti che li fucilarono .
                                                                                  (30)
                    Sostanzialmente simili nelle dinamiche e negli esiti, le vicende dei reparti
               dell’esercito dislocati in Italia, in conseguenza della mancanza di ordini precisi.
               Per quanto riguarda le forze di terra, la 4  armata con giurisdizione sulla Liguria
                                                      a
               e parte del Piemonte, era al momento dell’armistizio largamente incompleta
               perché in attesa di molte unità in arrivo dalla Provenza. Anche per questo moti-
               vo, vista l’impossibilità di organizzare una resistenza, il generale comandante
               Mario Vercellino ne decise lo scioglimento il 12 settembre. Circa un migliaio di
               sbandati, tra i quali numerosi ufficiali, si dettero alla macchia fornendo il perso-
               nale per la formazione delle prime bande partigiane in Piemonte .
                                                                              (31)
               (28)  Sulle vicende della “Pinerolo” cfr. Alfonso Bartolini, Per la Patria e la libertà. I soldati italiani nella
                    Resistenza all’estero dopo l’8 settembre, Milano, Mursia, 1986, pp. 105 e ss. La divisione ebbe 1.150
                    caduti, 2.250 feriti e 1.500 dispersi; ivi p. 117. In appendice, p. 328, il testo del “Patto di coope-
                    razione fra le Forze Armate Italiane (divisione “Pinerolo”) e le forze greche della Resistenza”,
                    firmato dal generale Infante e dai rappresentanti dell’Elas (generale Sarafis) dell’Edes (colonnello
                    Ratsopulos) e della Missione militare inglese (colonnello Chris). Osserva l’Autore che in base a
                    questo patto, firmato un mese prima che l’Italia dichiarasse guerra alla Germania, le truppe della
                    “Pinerolo” erano le prime ad essere riconosciute come “cobelligeranti”. Cfr. ivi, pp. 107 e 117.
               (29)  Per le vicende delle isole dell’Egeo, cfr. E. Aga Rossi, Una nazione alla sbando cit., pp. 169 e
                    ss.; G. Rochat, Le guerre italiane cit. p. 343. Tra i caduti della divisione “Acqui”, vi erano diciot-
                    to carabinieri e tre ufficiali. G. Oliva, Storia dei carabinieri cit., p. 207.
               (30)  G. Rochat, Le guerre italiane cit., p. 433 e nota 21.
                                    a
               (31)  Sulle vicende della 4  armata cfr. Alessandro Trabucchi, I vinti hanno sempre torto, Torino, De
                    Silva, 1947. Per il rapporto tra militari e Resistenza, cfr. Santo Peli, La Resistenza in Italia. Storia
                    e critica, Torino, Einaudi, 2004.
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