Page 344 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
ghetto di Roma - i riferimenti letterari, storici ed artistici sono particolarmen-
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te esigui. Ma ciò che sorprende è notare come il riconoscimento successivo
della vicinanza tra Carabinieri e comunità ebraica si sia consolidato proprio
attraverso l’arte e, in particolare, per mezzo di una singolare musealizzazione
che ne sugella il legame per l’eternità.
Infatti, in quello che costituisce il monumento simbolo per la comunità
ebraica internazionale, vale a dire il Memoriale di “Yad Vashem”, realizzato nel
1953 sul monte della Rimembranza nella città di Gerusalemme, sono ricordati
anche cinque Carabinieri. Ispirato dell’insegnamento del profeta Isaia , il
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monumento ricorda i “giusti” a ciascuno dei quali è stato dedicato un albero. La
tradizione vuole che nel Talmud, l’opera della letteratura ebraica più importante
dopo la Bibbia, ci sia scritto che in ogni momento della storia esistono sempre
trentasei giusti al mondo e che, nel periodo della persecuzione ebraica, i giusti
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fossero divenuti un esercito, pertanto, in loro memoria, venne creato l’impor-
tante monumento che, attualmente, rievoca oltre seicento “Giusti tra le
Nazioni”, riconosciuti tali da una speciale commissione che opera sulle testimo-
nianze raccolte tra i sopravvissuti. Il primo ad essere accolto nella famiglia dei
Giusti (nel gennaio 1975) fu il maresciallo dei Carabinieri di Alba (Cuneo) Carlo
Ravera, che insieme alla moglie Maria svolse un ruolo fondamentale per salvare
dodici famiglie di ebrei profughi dalla Jugoslavia. Nel 1985 lo stesso riconosci-
mento è toccato al maresciallo Osman Carugno, Comandante della Stazione dei
Carabinieri di Bellaria (Rimini), che durante la guerra affiancò un albergatore
(Ezio Giorgetti, primo in ordine di tempo tra i Giusti italiani) per portare in
salvo trenta ebrei. Il maresciallo dei Carabinieri Enrico Sibona, in servizio a
Maccagno (nella provincia di Varese), protesse dalla deportazione alcuni ebrei
che risiedevano nel paese, favorendo la loro fuga. Tradito da un delatore,
Sibona fu internato in un campo di concentramento tedesco, dal quale uscì for-
tunosamente vivo. Per il suo impegno di solidarietà, pagato a caro prezzo, nel
1992 è stato inserito tra “Giusti tra le Nazioni”. Nel 1999 ha ottenuto lo stesso
riconoscimento il maresciallo Giacomo Avenia, che a Calestano (Parma) prese
(36) Anna Maria Casavola, La deportazione dei carabinieri romani nei Lager nazisti, Roma, Edizioni
Studium, 2008.
(37) «Io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un monumento e… darò loro un nome
eterno che non sarà mai cancellato» (Is., 56,5).
(38) Il Talmud (termine che in ebraico significa studio, è un corpus di testi, ma è molto più di un
grande libro. È infatti un codice di leggi e una raccolta di storie, un contenitore di nozioni
diverse, ma anche un immenso verbale di discussioni aperte, di pareri contrastanti. È stato,
ed è tuttora, la guida della vita ebraica tradizionale e, al tempo stesso, una miniera di cono-
scenze e di spunti di riflessione. Qui si legge «... esistono sempre al mondo trentasei Giusti, nessuno
sa chi sono e nemmeno loro sanno d’esserlo ma quando il male sembra prevalere escono allo scoperto e si pren-
dono i destini del mondo sulle loro spalle e questo è uno dei motivi perché Dio non distrugge il mondo».
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