Page 341 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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L’ARTE COME “RAPPRESENTAZIONE” DELLA RESISTENZA DEI CARABINIERI
Ma perché proprio Salvo D’Acquisto al centro dei racconti di questo
periodo? Il gesto del giovane vicebrigadiere, per la sua drammaticità, diventa un
simbolo per l’Arma tutta, impegnata con docilità e al contempo con forza e
carattere, a contrastare i costanti pericoli cui era esposta la popolazione nel dif-
ficile clima a seguito della sottoscrizione dell’armistizio. In un contesto storico
come quello vissuto in quegli anni, per chi svolgeva compiti istituzionali non era
sicuramente facile gestire le situazioni. Era necessaria calma, sangue freddo,
fede, elementi che, sembra, siano state perfettamente incarnati in quel giovane
che, il 23 settembre 1943, offrì la propria vita in cambio di quella di ventidue
ostaggi. Quel gesto diede vita al simbolo: ciò che rimane vivo e si perpetua,
come affermava il già citato Barengo, oltre il tempo e lo spazio, un gesto che si
consacra per l’eternità.
Nelle tradizioni dell’Arma il ricordo e la commemorazione costituiscono
elementi fondamentali, aspetti vivificati anche per mezzo della cadenzata divul-
gazione attuata attraverso il Calendario Storico , la pubblicazione un tempo
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edita proprio dal Museo, fortemente connessa al mondo dell’arte. In realtà,
riguardo ai fatti di nostro interesse, è sorprendente notare come il Calendario
Storico, nel corso della sua lunga vita, abbia fatto soltanto un accenno minimo
alla Resistenza, pubblicando il dipinto di V. Pisani I Carabinieri Vittorio Marandola,
Fulvio Sbarretti e Alberto La Rocca sacrificano a Fiesole la loro vita per salvare quella di dieci
ostaggi innocenti, dedicato ai Martiri di Fiesole, nel 1977. Si dovrà aspettare il 2013 per
avere un riferimento più diretto alla partecipazione dei Carabinieri alla Resistenza.
dedicate alla rievocazione del gesto eroico di quel valoroso carabiniere come: Ricci, Salvo
D’Acquisto (23 settembre 1943), tempera su cartoncino cm 47x33, (n. cat. 94); M. Capuzzo,
Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto (23 settembre 1943), Olio su tela, cm. 70x100 (n. cat. 98); R.
Librano, Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto (23 settembre 1943), Olio su tela, cm. 50x70 (n. cat.
161); A. Azena, Salvo D’acquisto, Olio su tela, cm 80x100 (n. cat. 162); C. Mazzerioli, La torre
di Palidoro e la Stele in memoria di Salvo D’Acquisto, Olio su tela, cm 50x70 (n. cat. 190); Armiro
Yaria, Olocausto del Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto (eroica morte del Vicebrigadiere D’Acquisto),
Disegno per xilografia, cm 57x71 (n. cat 197); E. Canestrini, Eroico sacrificio del Vicebrigadiere
Salvo D’Acquisto, Olio su tela, cm 68x90 (n. cat. 204).
(30) Il Calendario Storico dell’Arma dei Carabinieri nasce per intuizione del generale Gino Poggesi
dei Nobili di Pisa nel 1928, quale gadget riservato ai lettori della rivista La Fiamma Fedele.
Il primo calendario storico dell’Arma dei Carabinieri (1928), delle dimensioni di cm 10x15 a
sviluppo orizzontale, aveva le caratteristiche di almanacco. Era composto da 385 pagine in
bianco e nero, tutte leggermente incollate tra loro su tre dei quattro lati, e formavano un
blocco compatto. I fogli di carta velina sottilissima e leggermente trasparente, potevano esse-
re strappati giorno per giorno a mo’ di datario, motivo per cui di questa pubblicazione esi-
stono rarissimi esemplari.
L’edizione a cura del La Fiamma Fedele del calendario storico prosegue fino al 1933.
La circolare n. 134/1 del 10 agosto 1933, firmata dalla Presidenza del Museo Storio
dell’Arma dei Carabinieri Reali, determina il passaggio della edizione del calendario storico
allo Storico Istituto.
Nel 1934 vi è sia l’edizione a cura de La Fiamma fedele sia la prima edizione curata dal Museo Storico.
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