Page 338 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
in quei precisi istanti . La crudezza delle scene proposte dal Pisani diviene un
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vero e proprio atto di denuncia, quasi un’istantanea di tre episodi che rimangono
indelebili nella storia dell’Arma, in cui la morte assurge a fatto eroico, scaturito
prima ancora che dalla volontà brutale del nemico, dalla consapevolezza del ruolo
che si è chiamati a ricoprire. Il carabiniere non è solo il garante della legge, ma in
quanto posto al servizio del cittadino, deve proteggerne l’incolumità, intervenen-
do in tutte le situazioni di emergenza per prestare aiuto fisico e psicologico, pron-
to, se occorre, a mettere a repentaglio la propria vita per quella altrui.
È lo spirito che anima l’opera Il vicebrigadiere dei Carabinieri Salvo D’Acquisto,
in cui il militare, rigorosamente in uniforme, con un gesto fiero, tende il braccio
sinistro in difesa degli ostaggi per la salvezza dei quali ha offerto in cambio la
propria vita. Si tratta di un istante ben preciso, di un attimo che viene fermato
dall’artista nella sua drammaticità condensata sul volto del protagonista che si
staglia sicuro al centro della scena.
Ne I Carabinieri Vittorio Marandola, Fulvio Sbarretti e Alberto La Rocca sacrifica-
no a Fiesole la loro vita per salvare quella di dieci ostaggi innocenti, l’impianto scenico, di
forte impatto emotivo, vede la netta separazione tra il gruppo dei soldati tedeschi
e i tre Carabinieri, collocati in una sorta di contrapposizione morale. I corpi dei tre
militari dell’Arma, crivellati di colpi, cadono con scansioni temporali diverse, creando un movi-
mento vorticoso nel quale si fondono realismo espressivo e violenza drammatica .
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Dell’efferato eccidio avvenuto il 24 marzo 1944, Il sacrificio dei dodici Carabinieri
caduti alle Fosse Ardeatine, Pisani offre un’immagine straziante: la prospettiva
compatta, chiusa dell’ampio profilo della cava e pone in risalto i corpi dei fuci-
lati, raffigurati parte riversi a terra in pose scomposte, parte colti nell’atto di
cadere sotto i colpi del fuoco nemico.
Il tema dei Martiri di Fiesole ha costituito spunto anche per la realizzazione
di una piccola scultura in bronzo, realizzata nel 2015 dall’artista Claudio Valente
e conservata al Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri.
L’opera rievoca il momento in cui i tre Carabinieri, percorrendo le scale
del teatro romano di Fiesole, si lanciano in una corsa contro il tempo per sal-
(23) Unica raffigurazione diversa dalle altre, sicuramente meno drammatica, ma emblematica in
tema di coraggio è il disegno che Di Stefano dedica ai Martiri di Fiesole. In esso l’artista rap-
presenta il momento in cui i tre carabinieri si presentano al capo del plotone di esecuzione
tedesco. Tralasciando il passaggio successivo che porta i militari al sacrificio. In realtà l’artista
si dedica alla trattazione di una serie di avvenimenti che potremmo definire secondari, rispet-
to alla trattazione dei fatti. Riguardo a Fiesole, per esempio, realizza un disegno in cui ripro-
duce un episodio avvenuto a S. Clemente il 29 luglio 1944: conflitto a fuoco fra i nazisti e i
carabinieri Pandolfo, Sbarretti e Ciofini, con i quali si trovava anche il partigiano Lunari,
detto “Bomba”. Nello scontro un nazista viene colpito a morte e un altro ferito. Il carabinie-
re Pandolfo e il Lunari, gravemente feriti, vengono fatti prigionieri e poi fucilati.
(24) AA.VV., Carabinieri. Arte storia quotidianità, p. 52.
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