Page 216 - Rassegna 2023 Numero Speciale
P. 216
NUMERO SPECIALE I CARABINIERI DEL 1943
Erano purtroppo ben informati, il piano esisteva davvero, come emerge dal rac-
conto dello stesso generale Caruso che così ricorda quei drammatici giorni:
L’occultamento di quantitativi ingenti di armi e di munizioni […] il sabotaggio costante e la resisten-
za passiva ai bandi tedeschi mostrano con ogni evidenza che in quel mese l’Arma della Capitale oltre
ad opporsi con gravissime sue perdite all’azione nemica, abbia avuto nella gran massa dei suoi com-
ponenti un unico scopo: prepararsi alla lotta clandestina nella quale i reparti dell’Arma stessa dove-
vano rimanere, come in effetti rimasero, intatti nella loro organizzazione militare. Mancava ormai
poco al compimento di tale difficile e complessa preparazione quando il 7 ottobre il comando germanico,
avuto sentore di ciò che si tramava […] decise di eliminare tale pericoloso avversario nella fase più cri-
tica della sua occulta preparazione . E infatti il 5 ottobre Kappler scrisse a Berlino: I
(21)
Carabinieri hanno fornito negli ultimi giorni ulteriori prove della loro fedeltà al re. Rapporti riservati
da Roma e dalle province […] hanno rivelato la loro assoluta inaffidabilità dal nostro punto vista .
(22)
3. L’ordine infame
I Carabinieri erano considerati dunque, tanto dai fascisti quanto dai tedeschi,
una spina nel fianco insidiosa, una forza militare dai sentimenti ostili di cui diffida-
re, pericolosa, soprattutto in una città vasta e ormai prossima alla linea del fronte
come Roma. Città di cui era difficile mantenere il totale controllo, dove la presenza
dell’Arma era massiccia e capillare e in cui invece maggiormente Kappler aveva
bisogno di mano libera, per soffocare i nascenti focolai di resistenza organizzata e
dare attuazione alla pianificata deportazione degli ebrei. E infatti comunicherà a
Berlino che Per questo motivo […] ho proposto che al momento opportuno i Carabinieri, com-
presi i loro ufficiali, vengano disarmati in un sol colpo a causa della loro attività sovversiva e che
siano trasferiti in Germania come lavoratori nell’ambito dell’organizzazione Sauckel (23)(24) .
I nazisti avevano fretta, anche per attuare le farneticazioni di Himmler decla-
mate nei discorsi di Posen di qualche giorno prima , per i quali la tristemente nota
(25)
(21) Cfr. Ricorso del generale Filippo Caruso alla Commissione di 2° presso il Ministero
dell’Assistenza Post-Bellica per il riconoscimento della qualifica di partigiano combattente contro le
decisioni della Commissione Regionale di Roma, datato 16 dicembre 1946, in Direzione dei Beni
Storici e Documentali del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, Archivio Storico
dell’Arma dei Carabinieri, Archivio Storico, Fondo Museo Storico, busta 462.
(22) UK National Archive, reference HW 19/238, n. 7184 Disarming of Carabinieri in Rome and their
despatch north. Cfr. https://discovery.nationalarchives.gov.uk/details/r/C10820047.
(23) Ernst Friedrich Christoph “Fritz” Sauckel, Haßfurt 1894 - Norimberga 1946. Luogotenente
del Reich, incaricato della mobilitazione dei lavoratori, applicò in tutta Europa la deportazio-
ne forzata di operai in Germania. Dal tribunale interalleato di Norimberga fu condannato a
morte e impiccato quale criminale di guerra.
(24) UK National Archive cit., n. 7184.
(25) I due discorsi di Posen furono pronunciati, il 4 e il 6 ottobre 1943, da Himmler, presso il munici-
pio di Posen (l’attuale Pozna , in Polonia). Per la prima volta si parlò apertamente della “Soluzione
finale della questione ebraica” da attuare attraverso lo sterminio fisico del popolo ebraico.
212

