Page 215 - Rassegna 2023 Numero Speciale
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I PIANI NAZISTI PER LA DEPORTAZIONE DEI CARABINIERI DI ROMA
NEI TELEGRAMMI INTERCETTATI DAGLI ALLEATI
2. La rappresaglia nazista e la nascita del Fronte Clandestino di
Resistenza dei Carabinieri
Anche i tedeschi detestavano l’Arma. Kappler aveva da subito individua-
to nei Carabinieri la minaccia principale da cui guardarsi . Era conscio del
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loro antifascismo e del rapporto indissolubile con le popolazioni loro affida-
te, come avevano già dimostrato i fatti di Chiusa Gesso di Messina ancor
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prima dell’Armistizio e poi, concluso l’accordo con gli Alleati, quanto avven-
ne in numerosissime località d’Italia, tra tutte, emblematicamente, Torre di
Palidoro (RM) con il sacrificio di Salvo d’Acquisto. Avuta pertanto contezza
della loro strenua resistenza in ognidove, Kappler e i tedeschi si convinsero
che i Carabinieri dovevano essere neutralizzati. Il definitivo dispiegamento
delle truppe tedesche sulla Capitale in attuazione del piano Achse e la procla-
mazione della R.S.I. il 23 settembre 1943 diedero il via a un’indisturbata, diu-
turna e accanita rappresaglia ai danni dell’Arma. I Carabinieri dovettero per-
tanto riorganizzarsi segretamente.
Vennero impartite le direttive per il passaggio ad una struttura ampia e
incisiva di azione clandestina. Nacquero nuclei di Carabinieri per la resistenza
attiva. Armi e munizioni vennero occultate in luoghi sicuri. I comandi furono
ripuliti di tutti i documenti sensibili. Nella Capitale, al comando degli uomini
dell’Arma in clandestinità c’era Filippo Caruso , generale in congedo, che
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veicolò ordini segreti a tutti gli ufficiali .
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I tedeschi erano al corrente dei piani dei Carabinieri, come conferma lo
stesso Kappler nel telex del 20 settembre con il quale comunicava a Berlino
che L’opposizione al potere tedesco in Roma diventa sempre più palese. Gli amici della
Germania segnalano il crescente odio dei Carabinieri, che sono la fonte di quasi tutta l’ani-
mosità contro i tedeschi […] Confido di poter presto trasmettere le prove di un piano d’at-
tacco alla guarnigione tedesca .
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(16) Robert Kats, Roma Città Aperta: settembre 1943-giugno 1944, Milano, Il Saggiatore, 2003, p. 104.
(17) 14 agosto 1943, i Carabinieri del distaccamento di Tarantonio della Stazione Carabinieri di
Castanea delle Furie (Messina) erano stati mandati di pattuglia, in abiti civili, per vigilare sui
ponti che i tedeschi volevano distruggere. Si imbatterono in un gruppo di tedeschi che ten-
tava di razziare la villa in cui viveva un invalido. I sei Carabinieri provarono a difenderlo ma
ebbero la peggio. Cfr. Mariano Gabriele, La deportazione dei Carabinieri di Roma (7 ottobre 1943),
in Rassegna dell’Arma dei Carabinieri, Anno LXIV, ottobre/dicembre 2016, p. 226-227.
(18) Nato a Casole Bruzio (Cosenza) il 24 agosto 1884, morto a Roma il 12 settembre 1979, gene-
rale dei Carabinieri, M.O.V.M., in https://www.anpi.it/donne-e-uomini/1620/filippo-caruso.
(19) Arnaldo Ferrara, I Carabinieri nella resistenza e nella guerra di liberazione, Roma, Ente Editoriale
dell’Arma dei Carabinieri, 1978, p. 21.
(20) M. J. Cereghino, L’Italia del ’43 nei telegrammi nazisti (Roma- Berlino, luglio-novembre), National
Archives Kew Gardens, Gran Bretagna, Surrey, consultabili presso l’archivio di Casarrubea di
Partinico, www.casarrubea.wordpress.com.
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